Il piano triennale di ricostituzione del patrimonio FIR, imposto dal CONI a seguito della pesante situazione debitoria venutasi a consolidare, è stato respinto al mittente proprio in queste ore dagli organi di controllo del Comitato Olimpico, ad ulteriore e autorevole conferma dell’evidente inadeguatezza dell’attuale gestione FIR e del fatto che, purtroppo, i conti sono oramai considerati di fatto fuori controllo. L’atto formale avrà inevitabili conseguenze sull’approvazione del Bilancio preventivo 2017“.

Ovviamente questo non è un comunicato stampa della Federazione ma il capoverso della newsletter del gruppo ovale di “Pronti al Cambiamento” dal titolo “Informare il rugby” distribuita pochi giorni fa.

Stanchezza. Siamo tutti lacerati da queste “bad news” che avvolgono costantemente il mondo ovale italiano senza che se ne veda un vero sbocco. La notizia però è lì sopra, scritta come è arrivata perchè di fronte a troppo silenzio da queste parti ci si è sempre presi lo sgradevole compito di fare il tuono. Così sia.

Vanno letti e verificati i dettagli di questa notizia che, se confermata nei termini di cui sopra, metterebbe una pesante ipoteca “tecnica” sul Bilancio Federale 2017 (in approvazione la prossima primavera… ma anche estate visti i tempi che si prende la FIR ultimamente) e un disconoscimento “politico” su quello del 2016 appena approvato. Insomma, il buio.

Sul Bilancio Federale abbiamo da poco detto molto, abbiamo visto profilo tecnico e politico, alla luce di quanto sopra ci tocca rilevare anche un dato sportivo.

Un ulteriore aggravio delle difficoltà economiche della FIR,  già senza margini di manovra in ambito economico, costretta inevitabilmente a spingere verso nuovi ed ulteriori “tagli” da una decisione del CONI come quella sopra citata, inverte la nostra condizione sportiva nel panorama internazionale.

L’Italia è stata considerata Nazione Emergente e come tale si e comportata, magari senza raccoglierne i frutti, ma così si è mossa. Una Nazione Emergente investe risorse economiche progressivamente in crescita anno per anno, frutto della propria condizione di sviluppo continuo. Per questo riceve anche contributi da organi continentali e mondiali a cui è associata. Assurdo sarebbe che le risorse ricevute per lo “sviluppo” sportivo se ne escano dalle casse come spesa corrente.

FIR però ha esaurito la sua crescita non solo sportiva, di cui si parla da molto, ma ora anche quella economica che anzi regredisce e che costringe a tagli di spesa proprio in ambito sportivo (esempio: il taglio delle accademie nasce dalle difficoltà di Bilancio).

E’ mancato a FIR in questi anni la crescita di Bilancio; i costi sia in ambito sportivo (pensiamo solo alle Zebre, tanto per fare un “grosso” esempio) che di struttura si sono complicati ma complessivamente tutta la “produzione” FIR è invece diminuita.

Di fronte a questo scenario, che ha già un segno “meno”,  stando alla notizia di cui sopra ora sarebbe richiesta una maggiore velocità di ripianamento del debito, ciò imporrebbe una ulteriore riduzione degli impegni sportivi ovali italiani.

Per se stessa ma soprattutto agli occhi di tutto il mondo ovale l’Italia terminerebbe definitivamente così il suo ruolo di Nazione Emergente assestandosi nella situazione sportiva ad oggi conosciuta e dovendo contare, per una ulteriore crescita, su tempi lunghi e risorse (scarse) stabilizzate.

E’ questa nuova condizione sportiva, che si impone, volente o nolente direttamente sul territorio, che necessita di un vero approfondimento in tutti gli ambiti FIR, nessuno escluso; affrontare questa nuova forse inevitabile condizione impone un cambiamento totale di strategia. Tutto il rugby se ne deve fare carico.