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Ben May in azione

Non c’è solo la “fox”, la difesa almeno particolare messa in campo nell’ultimo Sei Nazioni dall’Italia contro dei rintontiti inglesi, c’è molto altro nel regolamento del rugby che, a leggerlo davvero, si può sfruttare per giocare il nostro “union”. Ben Cole su “The Telegraph” ne ha fatto uno degli argomenti nella rubrica “The Rugby Debate”.

Ecco il fatto. Quarti di Finali di Super Rugby 2017, una settimana fa, in campo gli australiani Brumbies ed i neozelandesi Hurricanes, è solo il minuto 25 e la situazione tattica è tutt’altro che definita, siamo a meno di 10 metri dalla linea di meta australiana, Hurricanes in attacco e TJ Pererara si china su un raggruppamento, raccoglie il pallone e lo lancia verso Ben May, lo lancia dritto e teso non verso le sue mani, TJ lancia il pallone verso la testa di May, il pilone neozelandese assesta un preciso, o fortunato, colpo di testa, la palla corre in area di meta dove arriva veloce Jordie Barrett che schiaccia il punto per gli Hurricanes. Perchè è meta, il colpo di testa in avanti non è “avanti”, quella di Barrett è meta. (video a questo link da minuto 1 e 55″.

Il regolamento parla chiaro, è “avanti” quando la palla è toccata con un braccio, una mano, il regolamento non fa riferimento alla testa, insomma il “colpo di testa” non è proibito nel rugby, a leggere il regolamento si potrebbe dire con tranquillità che ne sia invece un potenziale strumento di gioco.  TJ Perenara ha del resto dichiarato alla stampa del dopo partita che lui è May si erano parlati per un colpo del genere, non erano certo entrati in campo pensandoci ma ” ..nelle finali si prende qualsiasi cosa si possa ottenere..:

Ben Cole nel suo pezzo si pone il problema, molto english,  se quel gesto possa essere conforme non tanto al regolamento, lui stesso dice che lo è, ma se lo sia di fronte allo stile del rugby, alla sua filosofia. Insomma, come fatto con la “fox” anche il colpo di testa deve essere abolito? Oppure può diventare una nuova acrobazia del nostro rugby union?

Il giornalista inglese parla delle “zone grige” del regolamento mondiale del rugby ma alla fine regala un giudizio positivo al “colpo di testa”, insomma il Cole è un “innovatore spinto” ma, se ci saranno, si attendono le reazioni dei “puristi” ovali che nel paese di Sua Maestà non mancano di certo.

Diciamoci invece una cosa fra noi: il rugby union di questi tempi punta tutto sulla velocità, all’interno di questa già oggi si perdono, anche fra i più bravi, molte squisitezze tecniche, ci sarebbe da salvaguardare queste cose prima di altre diavolerie ma quella del “colpo di testa” potrebbe essere una delle cose che ci possiamo tenere. In tutti i casi, pur guardando alla innovazione come opportunità di crescita nel nostro mondo ovale, la guardia sullo “stile” del gioco va tenuta comunque alta.

Infatti le modifiche tecniche al regolamento, nel rugby ce ne sono decisamente troppe in poco tempo, alla fine riescono solo a scavare un ulteriore divario fra Nazioni in crescita e Nazioni che hanno il rugby nel sangue. Questa riflessione, quando parliamo di modifiche tecniche, è meglio tenerla sempre a mente.

Insomma il colpo di testa come assist per la meta è una gran bella idea, meno male che lo hanno fatto dei neozelandesi, se fosse venuto in mente agli italiani, apriti cielo, l’inglese di turno, forse anche quel Ben Cole, si sarebbe scandalizzato ed avrebbe lanciato strali. Anche queste sono aree grige del rugby.

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One Comment to: IL COLPO DI TESTA COME STRUMENTO DI GIOCO (NON DI SOLA FOX VIVE IL RUGBY…)

  1. giangian

    luglio 28th, 2017

    Cinquantanni fa, Cesco Dotto fregava regolarmente i difensori avversari colpendo la palla di testa e li lascuava sul posto.