zebre

E’ necessario più che mai oggi parlare di una storia che non c’è, quella delle Zebre di ieri, perchè oggi le Zebre mica ci sono. Vediamo cosa sta accadendo.

Per parlare delle Zebre adesso è diventato davvero d’obbligo, è un problema etico, una questione di giustizia sociale, cominciare da quel giorno, sarà stato il 2012, in cui Silvano Melegari da Viadana, patron degli Aironi Rugby, predecessori delle fantomatiche Zebre di oggi in Pro12, disse che aveva bisogno di un paio di milioni di euro dalla Federazione per finire la stagione. Pare che i soci parmigiani degli Aironi non pagassero le quote. Così si è scritto.

Sta di fatto che la Federazione mica li ha dati quei due milioni circa, così sono nate le Zebre, nel 2012 appunto, a Parma, che lì si che sanno fare le cose, però i soldi, e tutti gli accessori, stadio incluso, li ha sempre messi tutti la Federazione, alla faccia dei due milioni.

Nel 2015 un comunicato stampa della FIR così recita:” Il Consiglio ha deliberato la cessione del 74% del capitale sociale di Zebre Rugby (l’intero è di 300,000 euro, ndr) ad un’aggregazione locale di soggetti riferibili al territorio della Città di Parma. La cessione delle restanti quote in capo alla Federazione avverrà nel corso dell’esercizio….”. 

Passa un anno e la situazione delle Zebre è già insostenibile, mancano i soldi, qualcuno non versa, si arriverà alla intervista di fuoco di Capitan Biagi, gennaio 2017, che denuncia la situazione. Dopo solo un anno la situazione è quindi già precipitata, la patata è bollente e rimane in mano ai “colornesi”.

La FIR un po’ sta a guardare e poi, cose di questi giorni, si viene a sapere che una società che richiama il nome delle Zebre è stata costituita dalla Federazione, che quella società deve rilevare giocatori ed attività varie delle Zebre attuali. Quella della FIR è la “new company” che, secondo alcuni, traghetterà le Zebre prima nella pancia della “mamma FIR” poi, fra un anno, a Milano in braccio alla ASR Milano ed altri amici del rugby di colà.

E’ un passaggio tutto interno al Consiglio Federale. Stefano Cantoni, colornese, attuale Consigliere Federale della cordata di Alfredo Gavazzi, ex-vicepresidente degli Aironi Rugby, ispiratore delle Zebre-private che oggi sono in punta di fallimento, lascerebbe il testimone-Zebre a Stefano Baia Curioni, anche lui oggi Consigliere Federale FIR sponda Gavazzi, professore della Bocconi, è stato Presidente ASR-Milano.

E’ una storia che non c’è, travisata fra comunicati federali scarni e rari ed il silenzio dell’attuale Presidente delle Zebre-private, la colornese Cosetta Falavigna. Una storia che non c’è perchè in tutto questo “politicume” ci si dimentica che dentro ci sono giocatori, partite da giocare (in teoria si direbbe “da vincere” ma …. lasciamo stare…), una staff da allestire, una rosa da completare. Fra un paio di mesi inizia il campionato Pro12 ed ancora tutto questo non c’è.

Quanto costa allora arrivare a Milano? Sicuramente lo svuotamento della società “Zebre-private-Parma/Colornoha un prezzo da pagare e lo paga la Federazione, del resto è lei che si ricompra il tutto, ecco un’altra storia che non c’è ma che è inevitabile. Funziona così in Italia il Diritto societario

Arriviamo al punto di questa storia che non c’è: quanto costa allora arrivare a Milano? Non meno di 500.000 €, fino ad 1 milione di euro più un anno di gestione delle Zebre-New company. Così pare sia la cosa, chi paga? La Federazione ovviamente. La stessa Federazione che ha un Bilancio a buchi, in perdita secca, la cassa vuota, lo strazio economico ed i tagli applicati qua e là, Accademie in testa.

Si sa che fa un po’ strano che la FIR debba comprarsi una cosa che ha di fatto mantenuto solo lei a botte di € 4/6 milioni di contributo all’anno ma anche questa è una storia che non c’è, con i contratti per la contribuzione fra FIR e Zebre (e Benetton) segretati negli archivi della Federazione.

Oggi le Zebre-private non ci sono, le Zebre di Milano non ci sono, gli Aironi di turno, ovvero un imprenditore privato che si prenda in carico la cosa, non ci sono, insomma è tutta una storia che non c’è. Però una cosa sicuramente c’è, secondo tutti questi personaggi che non ci sono, i soldi della FIR. 

Già, i soldi federali, in teoria neanche quelli oggi ci sarebbero ma si sa, in tutta queste storie che non ci sono, le uniche cose che alla fine davvero non ci saranno dopo la prossima prosciugata ai danni delle casse federali saranno i contributi per nuovi impianti sportivi, quelli per i campionati minori, quelli per la crescita del tessuto sociale ovale, quella per gli arbitri, quella per la formazione dei tecnici.

Finisce qui la storia che non c’è delle Zebre di oggi, è triste? è vera? è bella o brutta? Semplicemente non c’è.