la mappa del nuovo campionato americano prof di rugby

La mappa del nuovo campionato americano prof di rugby

In principio fu il ProRugby ma è durato solo una stagione, poi si è schiantato sulle liti con la Federazione USA e lo sbilanciamento sulla costa ovest, è stata anche (soprattutto) una questione di soldi, comunque quasi tutti i giocatori sono stati liberati dai contratti già sei mesi fa.

Il rugby americano non è rimasto fermo a guardare ed è nata qualche mese fa la Major League Rugby con sede e motore a Salt Lake City una cittadina di neanche 200.000 abitanti nello stato dello Utah . A capo della nuova lega non uno qualsiasi ma Dean Howes, vice-presidente di un fondo di private equity chiamato SCP Worldwide con il quale nel passato ha avuto altre importanti avventure nello sport professionistico essendo stato uno dei proprietari della Major League Soccer (il calcio statunitense) ed anche, sempre da Salt Lake City,  co-proprietario di club nella professionistica lega di Hockey NHL.Dean Howes ha sostenuto il rugby e l’anno scorso è stato nominato ai vertici di Rugby Utah dal quale oggi, con Nick Benson vice-commissario di questa Legasta lanciando il nuovo modello di rugby professionistico americano, in piena sintonia con USARugby, la loro federazione.

Saranno 10 team ed il campionato partirà nella primavera del 2018, per ora però i nomi delle squadre sono solo 9, l’ultimo arriverà a settembre e pare sarà Chicago. Sicuri intanto i primi 9 team: Glendale (Colorado), Kansas City (Missouri), Dallas (Texas), Houston (Texas), Austin (Texas), New Orleans (Louisiana), Seattle (Washington), Minneapolis (Minnesota), Salt Lake City (Utah).

La formula è molto americana ma diversa da quella del trascorso ProRugby. dove il fondatore e presidente Doug Schoninger era proprietario sia della lega che di tutti i team che ci giocavano. MLR è decisamente un passo avanti. 

Per capire la formula di MLR bisogna prima dire che ognuno dei 10 team che giocheranno il campionato fa riferimento ad una squadra/società locale non professionistica che da sempre fa rugby sul territorio. Ad esempio Glendale fa riferimento a Glendale Raptors, i Griffins Rugby esprimono Dallas mentre gli Austin Huns sono, ovviamente, la derivazione su Austin, quindi New Orleans RFC, Seattle Saracens e Rugby Utah. Sono tutti club tradizionali tranne Utah che ha cominciato come Accademia nazionale di rugby (privata).

MLR è quindi di proprietà dei club di base che le hanno dato vita, ognuno di loro deve avere una sua rappresentanza nei 10 team del campionato. Questi team però, quelli che vanno in campo, sono tutti di proprietà diretta di MLR, non dei team locali di cui sono espressione, così come tutti i contratti dei giocatori e tecnici che ne fanno/faranno parte sono di MLR.

Per la parte economica dei giocatori è allo studio il salary cap ed il draft stile NBA per l’ingresso in squadra.

MLR parte insomma con i migliori auspici, grossi sponsor alle sue spalle ed una geografia che, dicono i fondatori, è già in fase di espansione per il 2019 quando i team potranno già essere due in più. La questione economica non è in dubbio, ogni proprietario di MLR ha versato quote importanti, la lega è privata ed a cascata tutto ciò che si muove in questo mondo pro lo è, come in tutto il grande sport statunitense.

MLR ha detto voler perseguire lo sviluppo e la crescita dell’alto livello, sarà supporto sul territorio per iniziative di reclutamento nei team di base e successivamente si impegnerà per il mantenimento di un alto livello di gioco attraverso reclutamento di formatori sia a livello locale che internazionale.

A questo proposito sono già due i nomi che svetteranno nel rugby americano fra pochi mesi. Justin Fitzpatrick  ex pilone dell’Irlanda, che ha smesso il rugby giocato con Ulster nel 2010 dopo aver collezionato anche 26 caps con la Nazionale irlandese, già allenatore degli avanti della nazionale a stelle e striscie dal 2013, sarà sulla panchina di Houston. Mike Ford, proprio lui, quello di Bath, Inghilterra, Lions e Tolone, sarà a capo della attività tecnica di Dallas. Si parte bene.

Insomma gli “ammmericani” ancora una volta hanno dimostrato di sapersi sempre rialzare, unire e ripartire, lo spirito pionieristico non tradisce ma, detto questo, hanno saputo leggere l’opportunità. Il rugby è uno sport in grande espansione in tutto il mondo, molto apprezzato anche negli States dove non fa numeri ancora da capogiro ma trova terreno fertile in un paese dove il primo sport è proprio il football americano. Ecco la luce che ha acceso MLR.

Un ultimo indizio, la nascente MLR ha detto apertamente di voler essere strumento di crescita per la nazionale americana di rugby, per farla salire nel ranking. Vale la pena notare che gli USA sono in quel ranking al 17° posto  e noi azzurri al 15°. Arrivano gli ammmericani?

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