Una fase della Nations Cup 2017 a cui ha partecipato l'Italia Emergenti

Una fase della Nations Cup 2017 a cui ha partecipato l’Italia Emergenti

Un risultato complessivamente disastroso quello delle maglie azzurre mandate in giro per il mondo questa estate, fino ad oggi 9 sconfitte su 10 partite. La Nazionale maggiore le ha prese da Scozia e Fiji; i migliori sono stati quelli dell’Under20,  per una volta non sono arrivati penultimi o ultimi nell’annuale campionato mondiale di categoria ma ottavi, il tutto, si badi bene, vincendo solo una partita e collezionando poi altre 4 sconfitte. Quelli della Nazionale Emergenti si sono giocati la Nations Cup in Sudamerica uscendo con le ossa rotte, 3 sconfitte su 3 partite, roba pesante se si guarda gli avversari.

Una delle peggiori debacle è toccata appunto a quelli della Emergenti, selezione azzurra ricavata dal Campionato di Eccellenza. Hanno perso contro le selezioni di Uruguay, Namibia ed i giovanotti di Argentina XV, tre sconfitte secche. Secondo alcuni, essendo espressione del nostro massimo campionato italiano, potenziale anticamera del Pro12, la Emergenti avrebbe dovuto fare di più ma evidentemente quegli “alcuni” dimenticano lo stato penoso di salute in cui è stato costretto il massimo campionato italiano.

E’ un fatto, riscontrato ancora in questa Nations Cup, che i ragazzi dell’Eccellenza non abbiano gli skill tecnici, la preparazione atletica e la visione tecnica sufficiente a reggere un confronto fuori dal proprio campionato. Questa cosa diventa di maggior gravità se si pensa che molti di questi ragazzi, oggi come oggi, escono proprio dalle tanto osannate accademie federali.

La mancanza di competitività della Eccellenza ha una sua origine e si chiama FIR che in questi ultimi anni ha giocato al progressivo depotenziamento di quel campionato, alla sua riduzione ad una palestra di allenamento per i giovani accademici, un pre-ingresso, neanche tanto ambito, per permettere ai “pre-destinati” di arrivare nei due team di Pro12. Oggi è un campionato in ginocchio che, compresso sul lato tecnico, economico, strutturale e di gestione, non è più in grado di fare “qualità”, ovvero di essere la stessa fonte di rugby che ci ha permesso, ad esempio, di arrivare al Sei Nazioni.

Il prodotto della attuale politica federale, con Accademie, Zebre e Benetton a fare da idrovore delle sostanze economiche e tecniche FIR, ha dato risultati zero al nostro rugby ma questa sconfitta si vede ancora di più proprio nei risultati della nostra Nazionale Emergenti.

La Under20 è un posto dove le cose ci vanno particolarmente male ma questa categoria non dovrebbe venir considerata un punto di arrivo. Questo è però un po’ il problema della nostra formazione federale che, fallendo i risultati ad ogni livello, parla anche della Nazionale maggiore, legata  a due mani alle due squadre prof di Pro12 e che dovrebbe essere un punto di arrivo per antonomasia, come un posto dove crescere e formarsi.

Il perchè di questa stortura è evidente: i ragazzi che arrivano al Pro12 non sono al livello adeguato, il lavoro delle Accademie e palesemente insufficiente ed il nostro massimo campionato, per come è stato destrutturato in questi ultimi anni, è chiaramente insufficiente a far crescere i ragazzi come dovrebbe una Nation del Tier1.

Quanto sopra ed i risultati deludenti della Nazionale Emergenti in primis, rendono evidente come la realizzazione di un campionato italiano forte e molto competitivo potrebbe garantire una reale crescita tecnica ai giovani rugbisti italiani e soprattutto potrebbe garantire un bacino di prova per oltre 300 atleti invece delle attuali poche decine. 

Potenziare l’Eccellenza potrebbe essere la vera chiave ed invece la FIR sta pensando ulteriormente di dequalificarla con la diminuzione dell’apporto economico verso i club che vi partecipano, l’allargamento a 12 squadre (non esistono forse nemmeno 8 squadre in Italia che abbiano la forza per sostenere un alto livello figurarsi 12) e, sicuramente per il prossimo anno e poi chissà, la eliminazione delle retrocessioni.

La FIR è in controtendenza? No, in verità segue la sua solita linea, dietro questa assurda perseveranza c’è soprattutto una potente area tecnica federale che non vuole ammettere i propri errori. Sembra quasi che si voglia fare il rugby azzurro senza il rugby italiano. E’ mai possibile?

E’ arrivato però il momento di dirglielo a questi “guru de noialtri” perchè ormai è chiaro: senza il Campionato di Eccellenza non ce la fate.

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One Comment to: AZZURRI KO: VOLETE SPEGNERLA MA SENZA L’ECCELLENZA NON CE LA FATE

  1. vusbas

    giugno 21st, 2017

    Completamente condiviso e condivisibile.
    ma come si possono scardinare rendite di posizione consolidate/favoritismo relazionale/strutturate cordate di potere quali potenti corroboranti dell’antimeritocrazia?
    è l’italia ( in minuscolo)e purtroppo anche il nostro amato rugby ne è stato pesantemente infettato.
    la vedo dura ,anzi granitica