eccellenza

Il massimo Campionato italiano si è appena concluso, nel suo epilogo due scandali che sono passati praticamente nel silenzio: una sanzione in punteggio, ingiusta nella sostanza corretta nella forma, (San Donà) che ha falsato il campionato, un illecito sportivo risolto a mezzo comunicato stampa. Dilettantismo di basso livello e sono solo due esempi fra cento altri ma questo è quanto ci è dato, questo è quello intorno al quale dovrebbero investire i club.

E’ rimbalzato in questi giorni l’eco della riunione che le società di Eccellenza hanno avuto con FIR ed il Presidente Alfredo Gavazzi. Si racconta di poche idee, confuse, una logica da tutti contro tutti e nessun accordo. Nel marasma la FIR si sente ovviamente autorizzata a fare quello che vuole, deciderà il Consiglio Federale e questo, a dir poco, spaventa.

Due le principali “proposte” portate in quella riunione da FIR che rimbalzano sul web e sulla stampa.

La prima è quella di aumentare l’Eccellenza a 12 squadre cancellando la retrocessione  ed aumentando le promozioni dalla Serie A il prossimo anno.

La seconda parla invece di redistribuire i famosi premi alle prime quattro classificate, già quelli di quest’anno; indiscrezioni dicono che si vuole vengano diminuiti nel complesso ma aumentati alla vincitrice nel campionato. Guarda un po’, ha vinto Calvisano. E se avesse vinto Rovigo?

L’Eccellenza vive un clima di improvvisazione in cui le regole vengono srotolate dopo che i fatti sono accaduti, dove la posizione economica è incerta (si sa quanto i contribuiti FIR incidano nei bilanci dei club), dove si profila una non necessità di competizione in campionato visto che ci potrebbero non essere retrocessioni, dove si prospetta un allargamento più vasto del torneo stesso senza che si possano prevedere ulteriori introiti vista l’assenza di progetti di rilancio del Campionato. Dentro tutto questo quale club avrà voglia di investire? 

Leggendo le cronache che arrivano dai vari club di Eccellenza si ritrova questo generale clima di disimpegno. Pochi progetti, nessun ampliamento, sempre meno soldi, tutti che si salvano raccontando del proprio “largo ai giovani“, spesso è solo un prelievo di accademici di qua e di là, ragazzi che costano poco o nulla e fanno tanto contenta la FIR nell’ottica che questo campionato sia solo una palestrina.

La FIR però è pronta a versare ancora soldi a Zebre, parmigiane o milanesi che siano, ed aumentare il contributo alla Benetton. Con tanti saluti al resto del movimento ovale.

L’Eccellenza, campionato molto caro a questo spazio web, negli ultimi è retrocessa in forza, competitività, attrattiva e soprattutto in qualità ma forse non è ancora finita.

Riusciranno le Società di Eccellenza a capire che l’unico modo di non essere banale strumento e di essere invece luogo di sfida e gara sportiva è quello di creare una loro concreta forma di solidarietà? Anche estrema se serve.

Una risposta la abbiamo già ed è palese, oggi in tutto questo non ci crede nessuno; quando si sente che così tanti fra i club di Eccellenza si affidano a ridimensionamenti di vario tipo, il sintomo è chiaro. I pessimisti la chiamano “resa” , gli ottimisti “attesa”, il risultato non cambia.

Speriamo accada qualcosa, che accada presto e che sia grande, per adesso siamo fermi qui. Già, fermi.

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