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EPCR (European Professional Club Rugby) lo ha scritto a chiare lettere, alle prossime edizioni della Champions Cup vi si accede solo per merito, basta scivoli o norme accessorie. Ci sarà quindi posto per le migliori di Top14 (le prime 6 della regular season), quelle di Premiership (sempre 6) e per le prime 7 classificate nel Pro12 indipendentemente del paese di provenienza. Il ripescaggio della prima italiana fosse anche undicesima (ovvero come è accaduto fino ad oggi) è abolito. E’ stato pure introdotto uno stimolo interessante per i frequentatori della seconda coppa europea, la Challenge Cup, chi la vince passa l’anno successivo in Champions Cup.

Ovviamente sono tutti contenti in EPCR, il suo Direttore Generale Vincent Gaillard ha detto per celebrare questa svolta verso la meritocrazia nel nostro sport:”Il nuovo format di qualificazione contribuirà ulteriormente alla crescita che abbiamo avuto in termini di pubblico, di audience televisiva ed espansione verso nuovi mercati“. Il Presidente di una banca lussemburghese o il titolare di un Fondo di investimento con capitali depositati alle Isole Cayman avrebbe detto qualcosa di più sportivo ma passiamoci sopra.

Contenti anche nel Board del campionato celtico con Martin Anayi, Chief Executive Officer di PRO12 Rugby, che ha detto:”Il torneo non ha mai goduto di miglior salute tra i Club partecipanti e queste ultime modifiche porteranno una reale meritocrazia al nostro campionato“. Martin è contento ma anche pinocchietto perchè è noto che il Pro12 sia in pesante deficit di prestazioni, è dal 19 maggio del 2012 che una sua squadra non partecipa alla Finale di Champions Cup, molti team si lamentano del livello di gioco che si abbassa ed il Campionato celtico sta cercando, per fare cassa ed audience, di portarsi in casa, qualcuno dice abbia già sottoscritto gli accordi preliminari, fino a due squadre americane (mi ricevi Houston, mi ricevi?).

In tutta questa gioia e contentezza non poteva mancare anche quella del nostro Presidente Federale Alfredo Gavazzi che ha dichiarato:” Da dirigente sportivo e da uomo d’azienda ho sempre considerato la meritocrazia un valore fondamentale, in campo come sul lavoro. La decisione di EPCR di prevedere la qualificazione automatica alla Champions Cup per le prime sette classificate del Guinness PRO12 non può che trovarmi dunque favorevole, tanto che non avrei nulla in contrario a che venisse posta in essere già dal 2017/2018. Di concerto con i nostri rappresentanti all’interno del Board di EPCR abbiamo convenuto di votare a favore di tale modifica, che troviamo pienamente coerente con il cammino di sviluppo intrapreso dalla FIR…”. Dite la verità che vi è scappata la lacrimuccia.  Il passaggio sulla meritocrazia come valore fondamentale fa apparire “Via col vento” un cartone animato per bimbi viziati.

Insomma sono tutti contenti ed è giusto lo siamo anche da queste parti, è stato ristabilito da EPCR un principio incontestabile e, sinceramente, è davvero corretto che sia così. Poi in fondo noi italiani non abbiamo preso un calcio nel sedere al massimo ci siamo momentaneamente appoggiati con le terga su un paio di scarpe altrui. Si insomma è una cosa che abbiamo deciso noi, noi siamo fa-vo-re-vo-li.

In effetti quando EPCR concesse tanto lubidrio anti-meritocratico tutti ci rendemmo conto che era una cosa strana. Magari si sperava Benetton Treviso e Zebre ne approfittassero solo un pochino ma, visto i risultati conseguiti, piuttosto che passare i turni di Champions Cup con in mano il pallottoliere, è meglio che per un po’ gli appassionati italiani non sospettino nemmeno dell’esistenza delle nostre due “forse-franchigie” federali quando vedono la massima coppa europea, fa bene al nostro rugby.

Insomma tutto bene, come nelle favole di Andersen, come quando la principessa bacia il principe nei siparietti di Disney. Abbiamo ristabilito la meritocrazia. E vissero felici e contenti.

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