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Un errore formale riscontrato nella procedura ed il Consiglio federale ha cancellato  le elezioni del Comitato Regionale del Friuli Venezia Giulia, che aveva eletto, ohi ohi, un Presidente legato alla cordata di “opposizione” Pronti al Cambiamento: Claudio Ballico.

Quando la notizia arriva sono due le reazioni scontate, la prima è l’apprezzamento per la tempestività e l’alto grado di efficienza con il quale il Consiglio Federale ha sciolto il Comitato regionale non gradito, la seconda la constatazione come il grado di efficienza della filiera federale sia invero molto basso quando passa dal livello politico a quello operativo dove, a quanto pare gli errori si sprecano. Di questo secondo punto ci si vuole qui brevemente occupare.

E’ sbagliato avere un retro-pensiero perchè, se è indubitabilmente vero che questo errore “friulano” ha fatto terribilmente piacere a molti amici di Alfredo Gavazzi, l’errore formale è partito ben prima che si svolgessero le elezioni locali,  è partito dalla sede FIR e responsabile ne è niente meno che il Segretario Federale della FIR Claudio Perruzza.

Un altro errore gravissimo delle strutture federali, tanto per citare quelli mediaticamente conosciuti, è quello ancor più grave perpetrato dalla struttura che si occupa del Tesseramento al Rugby San Donà che ha visto sfumare un intero campionato per palese colpa della organizzazione federale.

Le strutture federali fanno cilecca a ripetizione ma restano avvolte nel clima di “garanzia” che dà loro una sorta di immutabilità, mentre noi ci si arrovella con il panegirico Gavazzi-si-Gavazzi-no, quelle rimangono ferme lì, a qualsiasi costo, anche per decenni. Perchè non si sono solo gli errori formali ma anche quelli strategici che, ancor di più, sono avvolti nella autoreferenzialità federale. Altrimenti perchè esisterebbe un divertente innocente giochetto di parole, che sanno davvero tutti, e che dice la FIR sia una FederAscione?

Pochi giorni fa Duccio Fumero fece notare dalle colonne del suo Rugby1823 che nel sito web della World Rugby dedicato i Mondiali 2019 tutte le pagine delle Nazioni dei paesi partecipanti erano complete, solo la parte italiana era incompleta e svettava al suo interno addirittura una foto della Francia. Rugby1823 scrisse di “zero considerazione politica dell’Italia e questo può essere vero ma, ci si chiede, le strutture Federali incaricate di seguire step by step la cosa che tipo di collegamento avevano con quelle mondiali e che conoscenza avevano della loro tabella di marcia per evitare che questo brutto incidente potesse accadere?

Ultimo appunto. In questi giorni siamo tutti galvanizzati perchè la FIR ha firmato un contratto con la Atkinson Coaching Ltd che si occuperà della “strategia e dello sviluppo della performance umana dell’organo di governo del rugby italiano …coordinerà la strategia e l’applicazione delle performance umane, lavorando a stretto contatto con gli staff della Squadra Nazionale e delle franchigie seguendo individualmente i giocatori e sviluppando al tempo stesso i futuri preparatori atletici per il sistema rugbistico italiano“. Prima di incensare O’Shea per la scelta non vi viene da chiedere conto a Francesco Ascione, Responsabile Area Tecnica e Presidente della Commissione Tecnica Federale,  del fatto che non avessimo una struttura che si occupasse di cotanta apparente ovvietà e, se c’era, che risultati ha avuto ed ora che è stata detronizzata di cosa si occupa?

E vero, lavorando si sbaglia, e su questo nessuno ha dubbi, ma come si sanano episodi come quello del Friuli o, ancora più grave, quello occorso al San Donà? Come si ripara a massacranti errori strategici o valutazioni economiche in eccesso che poi uccidono il bilancio economico di tutto il movimento?

La mancanza di quest’ultima risposta ufficiale è la prima obiezione che va fatta al Presidente Alfredo Gavazzi ma, chi lo sa, magari è la volta buona che, anche lui, è pronto al cambiamento!

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One Comment to: ERRORI FORMALI ED ERRORI STRATEGICI DELLA INAMOVIBILE FIR

  1. Giulio Donati

    maggio 3rd, 2017

    Gavazzi ha già dimostrato di essere pronto al cambiamento quando improvvisamente ha capito che non aveva scelta e ha inchiodaTo al nulla della morte dei centri di formazione e alla cancellazione di molte accademie.
    La paura fa 90…
    L’impotenza e l’incapacità fa il resto..
    Che ne facciamo di anni di lavoro..di scelte scellerate..di illusioni e false speranze..di promesse non mantenute..della vita dei tecnici e delle società coinvolte..dei giovani giocatori e delle famiglie?
    Chissenefrega…abbiamo cambiato idea…vinte le elezioni con bugie e false promesse..falsi numeri..falsi proclami..ma non importa..io so io e voi non siete un …nulla..
    Il marchese del Grillo insegna..ma la potervi e la presunzione..vengono pagate da tutti noi..Non certo da Gavazzi e gli amici di corte..
    Mala tempora currunt. ..
    Che il rugby italiano si svegli. .e risorge. .per fortuna i ragazzi..le famiglie..la base vera è sana e ancora produce…ma ha sete di giustizia..e correttezza e buona amministrazione. .
    Meditate e agite..!!!