ECC 18 FINE 17

Abbiamo le quattro finaliste per il massimo campionato italiano di rugby, ultima giornata che rispecchia la più classica dimensione assunta negli ultimi anni dal massimo campionato italiano. Nonostante la notevole quantità di poco che si è vista su certi campi, qualcuno l’ha fatta davvero grossa ma questo, se ne è certi, lo sapete già.

Il Calvisano svetta, è il vero assoluto dominatore della stagione, per punteggio, capacità tecniche, per capacità di marcare praticamente tutti gli appuntamenti, anche quelli che, apparentemente, non contano nulla, come quello di questa ultima giornata dove ha fatto letteralmente a pezzi gli avversari. Il Calvisano è stato capace, fino a qui, non solo di vincere ma anche di farlo esaltando le doti tecniche dei singoli, di far risaltare alcuni giovani, di costruire team adeguati al singolo match, con soluzioni a tratti di peso a tratti di velocità. Dietro c’è una rosa completa, una gestione tecnica professionistica, una gestione dello spogliatoio attenta e ben coesa oltre ad una dose importante di volontà personale. Ecco perchè sono i favoriti per il titolo finale. Sono battibili? Certo che si e Viadana è proprio il team giusto per provarci.

Il Rovigo che perde a casa dei mantovani ha lo stesso sapore della prima barchetta che ti viene affondata al gioco di “battaglia navale”: non ti lascia più di tanto stupito perchè i giochi sono appena cominciati ma fa male lo stesso. E’ così che i rossoblù si portano a casa la quinta sconfitta stagionale, le vittorie sono 11 , i pareggi 2. Non una stagione idilliaca per i campioni d’Italia che avrebbero dovuto chiudere la stagione in ben altro modo, sono 3 le sconfitte nelle ultime 6 partite, quando la tensione della posizione di classifica è venuta a mancare la bandiera è stata preservata per altre battaglie? Rovigo affonda nelle polemiche interne e nella mancanza di gioco, oltre che di risultati, per loro fortuna le finali rossoblù sono due Derby d’Italia, ovvero una cosa capace di risvegliare anche i morti.

Se Rovigo affonda a Viadana le Fiamme Oro affondano in classifica. La scorsa estate si era parlato di questa creatura cremisi come di una corazzata quasi invincibile, invece è presto uscita di scena per rientrarci a campionato già compromesso. Nelle nebbia autoreferenziali del nostro rugby questo fallimento sportivo deve invece essere preso ad esempio perchè si impara moltissimo anche dalle sconfitte e capire cosa non ha funzionato in questa gioiosa macchina da guerra ovale è interessante per tutto il rugby. Ci sarà spazio per il saluto di Casellato e per i sorrisi di speranza di Forgione, ora conterebbero di più i “perchè”.

In Italia ci sono 5 squadre di professionisti ed il bilancio delle loro esperienze è complessivamente un fallimento. Tutti conosciamo la situazione delle Zebre, fra debiti e fallimenti tecnici, quella della Benetton, fra promesse altisonanti ma con risultati sportivi e tecnici pari a “zero”, un blasone esibito di fronte a scarso pubblico insieme a tante lamentele contro la FIR non sempre giustificate. Poi ci sono le Fiamme Oro, costruite per vincere dall’alto del loro professionismo di Stato, ma finite forse dietro anche al bravo San Donà; quindi Rovigo del quale si è già detto a lungo, una squadra ed una Società volenterosa ma con troppi punti di domanda in tasca. Poi c’è Calvisano, tutto bene e tanto di cappello. Uno su cinque è pochino.

Arrivano le semifinali del Campionato di Eccellenza, le attendiamo e, tanto per metterci un po’ di sale, attendiamo anche le designazioni arbitrali. Per quelli con il fischietto per favore adesso basta esperimenti, abbiamo già dato.

.