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Lions 1888

Quella dei British & Irish Lions è una storia bellissima nata nel 1888, una storia che ha retto al tempo, che ha passato tantissime volte l’equatore per raccogliere epiche sfide nel sud del mondo, è una storia che ha sfondato i cuori uniti di tanti “british” e non. Partì quell’anno la storia di un gruppo di giocatori di rugby britannici, all’inizio solo inglesi e gallesi, che volevano sfidare quelli che giocavano con l’ovale dall’altra parte del mondo.

Quell’anno del 1888 “Great Britain”, questo fu il primo “nome” dei Lions, partirono per un Tour fra Australia e Nuova Zelanda e rimasero in giro per il mondo 8 mesi. Solo il viaggio per arrivare in quelle terre durava del resto 46 giorni, il primo match fu ad Otago davanti a 10.000 spettatori. Fu un tour tragico, il capitano Robert Seddon morì annegato per un incidente in un fiume in Australia nel New South Wales il giorno di ferragosto di quell’anno.

I Lions sono nati che il primo Ministro inglese era tal Robert Arthur Talbot Gascoyne-Cecil Marchese di Salisbury, un conservatore ortodosso, dal cognome evidentemente francese, un amante dei viaggi nel sud del mondo, in particolare nei possedimenti della Nuova Zelanda ed Australia. Un tipo che si dedicò principalmente alla politica estera, contrario al suffragio allargato (manco si parla di quello universale) e determinato sotto il profilo delle differenze razziali. Fu lui inventore e fautore della famosa politica dello “splendido isolamento del mondo British e del Commonwealth rispetto al resto del mondo. Oggi i Lions, scherzi della storia, partono con la Brexit sul groppone.

I British & Irish Lions hanno attraversarsato pezzi di storia che hanno cambiato loro il nome, il più importante quello della indipendenza irlandese, cosa che ha scosso gli animi anche recentemente visto che la attuale denominazione è degli anni Novanta, ben un secolo dopo l’inizio di questa storia di rugby e di civiltà sportiva.

In questi giorni il loro famoso Head Coach Warren Gatland, si badi bene, un neozelandese, ha dato i 41 nomi che porteranno questa magica tradizione ancora nel sud del mondo, ha chiamato il gallese Sam Warburton ancora a guidarli ed il momento è stato magico in tutto il mondo. Saranno Lions per ora in 41 e sono 12 gallesi, 16 inglesi, 11 irlandesi e 2 scozzesi, 21 di loro giocano in Pro12, 19 nella inglese Premiership e solo 1 nel francese Top14.

Perchè celebrarli oggi? La tradizione del rugby è sangue e spirito, è il senso stesso del gioco, queste sfide senza classifica ma sempre memorabili, da vincere a tutti i costi al di là di ogni altro impegno sono l’essenza di uno sport che ha fatto del singolo match la sua filosofia.

British & Irish Lions richiamano tutti noi ed il rugby al significato indelebile di ogni singola sfida, al sacrificio per lo sport come stumento di crescita personale, alla forza del gruppo contro ogni differenza. Ecco perchè seguire British & Irish Lions, non sarebbe bastato sapere che sarà anche gran rugby.

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