IMG_5304

Una fase del match oggetto dei ricorsi ai gradi di giudizio

Dietro la sentenza della prima sezione del Collegio di Garanzia del CONI che ha accolto il ricorso presentato in data 15 febbraio 2017 dalla società Rugby Reggio e restituito di fatto a quest’ultimo i 4 punti del match “perso” contro San Donà nonchè tolti quei punti a quelli del Piave e loro tolti ulteriori 4 punti di penalizzazione c’è qualcosa di più della nuova classifica del Campionato di Eccellenza. 

Reggio sorride ad una salvezza ormai decisamente vicina e San Donà vede invece sfumare la possibilità di giocarsi il quarto posto e quindi l’accesso ai playoff. Certe sentenze hanno però un senso e, anche se è estremamente difficile comprenderle quando di mezzo c’è una partita giocata sul campo, queste vanno prese in carico con tutto il loro fardello. A giudizio però non ci sono andati i giocatori o i loro Coach ma la professionalità del nostro rugby. 

Errori nelle liste gara? In Eccellenza purtroppo capita, ricordiamo i recenti casi che portarono alla penalizzazione del Mogliano e de L’Aquila, oggi tocca al San Donà. Tutti a piangersi addosso ma si chiama mancanza di professionalità da parte delle Società, certi passaggi vanno curati con dovizia di tatto e con capacità di “lettura” del burocratese, in termini più sintetici ci vuole conoscenza e tempo. Tutte cose che a volte possono anche solo leggermente difettare a delle Società dilettantistiche, come sono quasi tutte quelle di Eccellenza, ed allora tocca loro pagarne mestamente il fio.

Però questa volta la mancanza di professionalità pare non fermarsi lì, tutto questo can can parte da un errore che non nasce (solo) in casa San Donà, qui c’è di mezzo la errata configurazione della banca dati del tesseramento della FIR, errore della FIR, errore ammesso dalla stessa FIR. Questo è molto grave.

Di fronte a questo errore non c’è giustificazione, non c’è Giudice Federale che metta a posto le cose, qui la mancanza di professionismo non c’entra, alla FIR non è concesso il dilettantismo. Certo in Federazione c’è da sorridere certe volte quando si parla di “professionismo” ma la realtà oggettiva, quella presa in considerazione dalla sentenza del Collegio di Garanzia CONI, non mette in conto queste cosette di pura bottegaccia, prende le carte come compilate da professionisti. Punto.

La qualità del lavoro svolto in FIR va ora messa nel mirino, abbiano il coraggio di farlo all’unisono le Società, lo facciano senza il timore di offendere lo schieramento politico di Tizio o di Caio, cominci San Donà a chiedere conto alla Federazione della mancata opportunità di giocarsi il quarto posto in classifica con tutti gli annessi e connessi. Anche le altre Società, a tutti i livelli, scrivano lettere di contestazione per tutti gli aggiornamenti mancanti, per tutte quelle cose dove è lecito aspettarsi “professionismo” e che invece vengono tollerate e/o non gestite; vanno contestati tutti quegli ambiti in difetto dove però “si è sempre fatto così”. Non si tratta di “fare guerra” a nessuno, si tratta di pulire e mettere a posto in casa propria.

Chissà se il nostro rugby comincerà ad aver voglia di prendere a calci la propria autoreferenzialità per chiedere conto a se stesso di un dilettantismo che troppo spesso è tollerato laddove non è accettabile.

La sentenza del Collegio di Garanzia del CONI ci fa indirettamente questa domanda. E’ una occasione da non perdere.

.