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In alto a sx e in senso orario: gli stadi di Verona, Genova, Palermo, Bologna

L’idea che rimbalza dalla Francia (Le Figaro) di far disputare uno dei tre match interni del Sei Nazioni 2018 della Nazionale transalpina allo stadio Riviera Allianz di Nizza è una di quelle potenziali novità che può davvero cambiare il magico torneo continentale più di quanto non sembri.

La questione parte dalla insistenza con cui il Board del Sei Nazioni chiede di continuare e magari allargare il numero di match da tenere il venerdi sera . In questo senso la Francia pare abbia intenzione di rilanciare proponendo il in parallelo il cambio di sede: andrebbe bene il venerdi sera ma non si giocherebbe nel consueto Stade de France di Parigi ma a Nizza appunto. La FFR penserebbe di portare sulla Costa Azzurra il match “meno interessante”, quello con l’Italia.

La federazione gallese e quella inglese hanno detto che loro del venerdi sera non ne vogliono più sapere e nemmeno di giocarci in trasferta, ma altri spingono, la TV ed i suoi sponsor in primis. Al di là di questo però, di cui da queste parti si è già scritto, la proposta francese è andata ben oltre mettendo sul piatto un principio rivoluzionario: per il Sei Nazioni lo stadio della capitale non sarebbe più un “must”.

Non si tratta però solo di cambiare stadio ma anche di cambiare incassi, lo Stade parigino di posti ne ha circa 80.000 mentre il Riviera Allianz di Nizza solo 35.000, sicuramente la FFR qualche incasso straordinario deve averlo messo nel conto e chissà che non abbia intenzione di chiederlo proprio al Board del Sei Nazioni.

Non si tratta solo di cambiare stadio ed incassi ma la proposta francese stabilirebbe un principio secondo il quale lo stadio dove si gioca il Sei Nazioni possa essere una scelta condivisa con la locale federazione. Quest’ultima quindi potrebbe posizionare l’evento Sei Nazioni in una posizione geografica di tipo “promozionale” per il proprio sport. Questo opzione è proprio quella che Le Figaro nel raccontare questa ipotesi presenta come la vera grande novità di questa potenziale idea della FFR.

Va da se che se non lo è in Francia nemmeno in Italia lo Stadio della Capitale possa un domani essere un must. Non piace si dica ma lo sanno tutti che i romani che vanno a vedere l’Italia del rugby sono gran pochi, a Roma del resto sono stracarichi di eventi di tutti i tipi, moltissimi più popolari del rugby. La attuale dislocazione delle partite interne del nostro Sei Nazioni costringe invece decine di migliaia di tifosi delle zone più “ovali” a costi incredibili di trasferta per vedere una partita degli Azzurri. Ultimamente poi lo Stadio Olimpico ha mostrato grossi vuoti, il perchè è però un altro discorso.

Chissà cosa accadrà in Francia, magari la cosa si farà ed allora anche in Italia cadrà il tabù, ci sono città pronte ad accogliere il Sei Nazioni a braccia aperte. Roma rimane caput mundi anche con qualche partita di rugby in meno.

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