ECC 15

Partiamo dai settatasette (77) perchè sono tanti, perchè siamo nel massimo campionato italiano e certe cose non si dovrebbero vedere, perchè non si può trasformare una partita di Eccellenza in un allenamento. Reggio non ha giocato partita a Padova, è vero che quelli in nero erano straripanti, che dopo ogni meta ripartivano come il tabellino fosse ancora a zero, ma le partite c’è modo e modo anche di perderle e gli emiliani non hanno dato l’impressione di essere scesi dal pulmann. Una nota su questo match va fatta anche a Riccardo Angelucci, arbitro toscano, il quale si è sicuramente ritrovato ad arbitrare una partita decisamente diversa da quello che si aspettava ma che se avesse voluto, ad esempio, evitare le due risse scatenatesi in campo, avrebbe dovuto continuare a fischiare con la stessa intensità per tutti gli ottanta minuti. Angelucci ha frainteso il significato, di solito positivo, di arbitro “invisibile”, cosa poco consona ad un fischietto di una grande scuola come quella di Livorno.

Il risultato di Padova ricorda ai più come questo campionato abbia dieci team con motivazioni troppo diverse fra loro; non ha senso che una competizione con soli dieci squadre abbia una consistente parte di queste che ha fin dal primo turno il solo obiettivo di esserci anche l’anno dopo. L’innalzamento del livello tecnico del nostro rugby passa anche dalle ambizioni di questi team, la costruzione di un campionato di vertice con un numero così esiguo di squadre deve fondarsi anche sulla reale capacità di ogni club di proporsi come squadra di vertice. Lo si dice da tempo ma ora pare davvero evidente che non si può più rimandare una riforma profonda dell’Eccellenza, riforma che non può prescindere dal fatto che una delle logiche per farne parte debba essere anche “l’ambizione”.  Ci sono diversi modi di misurarla, vanno messi nero su bianco.

E il Mogliano che ha fatto la partita, errori compresi, ma è Viadana che ha dimostrato di sapere dove sta andando. Quelli di Frati sono ancora leggerini, in diverse occasioni hanno dato l’impressione di non reggere il movimento della palla ma di frontre all’arrembaggio di Mogliano hanno messo in campo una buona difesa, il resto lo ha fatto una reale capacità dei gialloneri di sfruttare gli spazi ed ogni spazio che è stato loro concesso. A fine partita dice il Coach biancoblù Eigner:Abbiamo molti giocatori con tanto minutaggio sulle gambe e sono stati bravissimi a stringere i denti“. Tema scottante visto che Mogliano deve ora affrontare i match contro la russa Enisei a chiusura della sua partecipazione alla European Rugby Challenge Cup Qualifying Competition.

Le Fiamme Oro dimostrano tutta la loro instabilità, primo tempo orribile (17 -10) dove cadono sotto i colpi di una Lazio sempre più sorprendente, secondo tempo di riscatto dove lasciano gli avversari al palo e si procurano, altro dato da registrare con attenzione, il primo bonus dell’anno. Ha detto Casellato a fine partita:”Nel primo tempo eravamo molto nervosi e abbiamo commesso troppi errori non forzati…” ma non ci crede nessuno, l’unico nervoso nel primo tempo era, giustamente, solo lui, gli altri tutti tranquilli. Qualcosa suggerisce che poi, nell’intervallo, chiusi negli spogliatoi, Casellato abbia saputo trasmettere il nervosisimo e i cremisi siano diventati, finalmente, tutti sufficientemente agitati da far cambiare corso alla partita. .

Calvisano che vince senza sussulti e Rovigo che invece molla agli ultimi in classifica il punto di bonus sono due facce opposte di una medaglia chiamata play-off.

Mancano 3 giornate alla fine ed i verdetti sono tutt’altro che chiusi. Il prossimo fine settimana l’Eccellenza è in pausa (sono più le pause di questo campionato che i turni di gioco) oltre alla coppa “europea” c’è pure la finale di Trofeo Eccellenza, si gioca a Firenze sabato 1 aprile ore 15.30, Stadio Lodigiani, davanti ci sono proprio Fiamme Oro e Viadana. La cosa pare davvero interessante.

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