RBS Sei Nazioni 2017, Londra, Twickenham 26/02/2017, Inghilterra v Italia, Sergio Parisse carica con Gori in sostegno.

Parisse, questa volta non è stato eroe solitario

“Complimenti all’Italia, hanno eseguito perfettamente tutto. Ma questo non è rugby, se questo è rugby io smetto di allenare”. Ha detto questo, con tanta spocchia, quella si molto “english”, ed anche di peggio contro l’Italia Mr Eddie Jones alla fine della partita contro gli azzurri . Tutta “colpa” di quella mossa fine ed intelligente architettata da O’Shea e dal suo staff di non contestare la ruck agli inglesi uccidendo la linea del fuori gioco. La cosa ha mandato in confusione gli inglesi, certo ha massacrato l’idea di rugby a cui siamo abituati ma ha anche rivelato al mondo che ci sono tanti modi di “annichilire” gli avversari e l’Italia in questo è capace di cose “da grandi”.

L’Italia non ha poi fatto solo questo, galvanizzata dalla riuscita del piano di gioco, nel secondo tempo ha persino retto la irosa spinta avversaria, è andata pure in meta, non ha mai fatto la comparsa, fino a dieci minuti dalla fine, poi il crollo ed il risultato si è ben arrotondato.

Ora tutti si devono guardare da questa Italia, magari non così attrezzata tecnicamente ma scaltra e reattiva come pochi altri, pronta a qualsiasi cosa per stare nel grande rugby. Pronta persino a leggere il regolamento del nostro sport e farlo proprio, cosa che è parsa non così comune fra coloro che quel regolamento si vantano di averlo scritto.

Missione fallita per Eddie Jones ai quali i media britannici e tanti mostri sacri del rugby, oggi solo mostri, Clive Woodward in testa, avevano consegnato il compito di dimostrare che l’Italia non deve stare nel Sei Nazioni. Ecco invece l’Italia che non è disposta a cedere al fascino di prendere lezioni nello stadio della Rosa, anzi si prende il lusso, pur con una semplice “genialata”, di darne. Una Georgia qualsiasi si sarebbe limitata a perdere, questo agli inglesi piace decisamente di più.

Dopo la Beffa di Buccari la Beffa di Twickenham, folli ed intrepide entrambe ma, attenzione, i risultati però sono gli stessi.

Nel Febbraio del 1918 in piena Prima Guerra Mondiale, tre motoscafi (i famosi MAS) della Marina Militare italiana capitanati dall’intrepido futurista poeta Gabriele D’Annunzio entrarono, beffando ogni controllo teutonico, nella baia di Buccari, sulla attuale costa croata, e si scagliarono contro la Marina austriaca lì residente. Fu un fatto epocale, tutta Europa ne parlò, l’Italia si avvolse di gloria. La cosa ottenne pure il risultato di risollevare il morale delle truppe italiane che avevano appena subito la sconfitta di Caporetto ed il nemico austriaco entrò invece in una crisi profonda su tutto il fronte per il gran torto subito. La Beffa di Buccari, così poi fu chiamata, fu un gesto tattico e strategico di gran rilevanza da parte italiana ma di navi nemiche completamente affondate non ce ne furono: nisba, nichts, zero.

A Twickenham è andata allo stesso modo, sotto la regia di un intelligentissimo irlandese, questo poi deve aver scocciato non poco i tifosi inglesi, l’Italia è entrata nella storia ma ha mantenuto intatto il suo ruolo di prima candidata, forse pure unica, al cucchiaio di legno. O’Shea & Co hanno realizzato in questo match un gran capolavoro ma il resto è come Buccari, per uscire da questa situazione in cui il mondo azzurro si è cacciato ci vuole ben altro. Anche tanto tempo.

E poi c’è la Scozia. Perchè se ti fermi a guardare la splendida vittoria di quelli delle Highlands contro il Galles, se guardi cosa mette in campo Stuart Hogg, le cariche di Tim Visser, la maestria di Finn Russell ed il concerto generale di gioco aggressivo e spericolato, pulito e squadrato sulle linee di corsa, di questa Scozia, in quella che è stata la sua seconda vittoria nel Sei Nazioni 2017, allora tutto ci è terribilmente più chiaro. Eppure loro pochi anni fa erano messi come se non peggio di noi, loro hanno fatto molta strada, certo loro il Pro12 lo hanno anche vinto mica lo hanno usato come palestra di appoggio.

Oggi comunque l’Italia ovale è tutta felice, benissimo, anche da queste parti per oggi è così. Cerchiamo di non accontentarci.

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3 Comments to: TWICKENHAM COME BUCCARI E POI C’E’ LA SCOZIA

  1. Filippo83

    febbraio 27th, 2017

    Scusate se sono critico, cattivo e bastian contrario, sarà l’influenza, ma io sono molto più d’accordo col CT inglese che con gli italiani. Il sogno bagnato dell’Italia è durato 70′, e poi? 10′ inglesi lo hanno distrutto: sono bastati 10′ su 80′. L’Italia ha preso l’Inghilterra in contropiede sulla tattica, nei limiti del regolamento e quindi del tutto legittimamente, ma sempre col meccanismo mentale dell’arrangiarsi e dell’usare trucchetti da furbi: va bene per sfangare qualche situazione singola, non certo per impostarci una partita e men che meno un campionato. Bravissimi, siamo stati furbissimi, auto-applausi ed auto-incensazione dell’Italietta: credete che si cresca così? Abbiamo applicato una pezza ad un vestito totalmente distrutto, e basta; appena gli avversari ci prendono le misure e sfruttano la loro migliore preparazione fisica, torniamo a prendere 60 punti a partita. No non mi è piaciuta così tanto l’Italia contro l’Inghilterra, andava bene 30 anni fa come “grande prestazione”, ma al 18° 6 Nazioni ci si deve aspettare di più che questo. E’ vero, la Francia nei suoi primi 17 5 Nazioni fece anche qualcosa peggio (zero titoli, 1 o 2 ultimi posti e 0 punti in più), ma non arrivò a certe umiliazioni (non è un caso se l’Italia ha i record di peggiore sconfitta sia in casa che in trasferta).
    Quello che voglio dire, è che non è una mentalità vincente. Le scorciatoie funzionano fino ad un certo punto, poi bisogna iniziare a vincere facendo le cose difficili. Io non riesco a vedere un discorso di crescita, vedo solo tamponi di dubbia efficacia, senza mai risolvere davvero le nostre criticità. Per carità, meglio così che come contro l’Irlanda, ma lo stesso io non credo che questa squadra e questa tattica meriti tutte queste lodi.

  2. Paolo.bs

    febbraio 27th, 2017

    Commento più che giusto.

  3. Mandarake

    febbraio 28th, 2017

    Se sono bastati 10′ per metterci KO….siamo messi davvero male !!