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Chi lo scrive è un giornalista che sa quello che dice, trattasi di Ivan Malfatto, le colonne sono quelle de Il Gazzettino, i dati riportati da Ivan sono oggettivi. La questione verte intorno alle recenti decisioni del giudice sportivo in fatto di Eccellenza, una delle tante cose che il Sei Nazioni seppellisce e lascia agonizzanti sul ciglio della strada del dubbio, sulle sponde dell’insipienza.

Ecco i fatti, ben raccontati sulla testata veneta, tutte cose di questi giorni. Renato Giammarioli (Calvisano) aveva dato una testata a gioco fermo ad un giocatore della Lazio facendolo sanguinare dal naso. La Lazio, costituitasi evidentemente di fronte al giudice, ha poi rititrato il ricorso giustificando l’indietreggiamento con il fatto che il giocatore del Calvisano si era scusato. Vista la posizione della Lazio il giudice ha quindi deciso di non applicare alcuna sanzione al Giammarioli. Diverso trattamento per il giocatore del Rovigo Majstorovic che aveva dato un pugno ad un giocatore del Viadana come reazione ad un morso dato dallo stesso giallonero alla mano del rossoblù, morso non visto dall’arbitro. Il Rovigo aveva chiesto in quella occasione al giudice di sentire il giocatore del Viadana, il giudice si è opposto a questa “testimonianza” e Majstrorovic si è preso due turni. Trattamento diverso? Indubbiamente si  e scrive il Malfatto  che si tratta del “solito sospetto di un conflitto di interessi aleggiante su Calvisano…“.

Lasciamo stare Calvisano ed anche il conflitto di interessi e guardiamo al Giudice Federale perchè se c’è questo sospetto, se aleggia questa aria brutta è ben colpa prima di tutto del giudice.

Può un giudice federale permettere che si possano dare testate in campo e spaccare nasi e lasciare perdere? Ma siamo all’asilo o nel massimo campionato italiano di rugby? Quale è il principio formativo di una cosa del genere? Può un giudice sanzionare un giocatore rifiutandosi di ascoltare un testimone? Cosa gli costa, una telefonata? Quando ci lamentiamo del nostro campionato di Eccellenza mettiamoci dentro anche il livello qualitativo decisamente scarso della giustizia federale.

Sono questi comportamenti approssimativi, queste sentenze così poco chiare, roba che viene dai giudici federali, che creano il clima di sospetto e di veleni che poi si riversano sulla credibilità del nostro campionato e sulla onorabilità delle sue Società. Questo, per primo, potrebbe magari dirlo proprio il Calvisano, questo potrebbe dirlo anche il Presidente Federale visto che è proprio la sua onorabilità quella macchiata da questi dubbi.

Però una cosa mi prude e sono certo che anche a Ivan Malfatto questa cosa rode: la Lazio prima fa ricorso contro il Calvisano e poi lo ritira, in mezzo cosa è accaduto? Già, le scuse.

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