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L’infortunio a Brian O’Driscoll nel Sei Nazioni 2010

In campo ci vanno anche i medici ma non se ne parla mai mentre invece la cosa, in questo rugby moderno che fa della ricerca del massimo scontro fisico una strategia di attacco, dovrebbe essere all’ordine del giorno.

Lo è stato in questi giorni sul Daily Telegraph dove Richard Bath firma un pezzo che, partendo da un episodio sottaciuto dell’ultimo turno di Champions Cup, racconta le preoccupazioni di un rugby che si è fatto pericoloso ma anche eccessivamente “sbadato”.

Intanto il fatto. Secondo il giornale inglese l’organo di controllo di EPCR metterà sotto inchiesta Munster per il comportamento tenuto durante l’infortunio occorso a Conor Murray nel match contro Glasgow; il team irlandese avrebbe rimesso in gioco il giocatore nonostante questi abbia avuto cenni di perdita di coscienza dopo un duro contatto con Tim Swinson. Va ricordato che le linee guida di World Rugby  affermano un giocatore dovrebbe essere rimosso dal campo di gioco se c’è anche il sospetto che abbia perso conoscenza.

EPCR applicherebbe contro Munster per la prima volta le ultime direttive di World Rugby in fatto di controllo delle attività mediche, Munster verrebbe sottoposto ad un Incident Review condotto da un pool di medici indipendenti.

Quella dei medici indipendenti sta per diventare il pallino della federazione internazionale. Un brutto segno, un segno dei tempi. Il rugby spettacolo, il rugby ricco di emozioni ma anche di soldi fa la sua prima vittima? Ma volete proprio che sia la salute?

Il caso di George North, trequarti gallese del Northampton, è purtroppo un esempio. Più volte fermato per concussion, il giocatore pochi giorni fa si è lamentato con la stampa britannica per l’eccessiva visibilità data dai media ai suoi infortuni. La cosa fa pensare vero?

EPCR apre la sua prima inchiesta secondo il nuovo protocollo mentre in Premiership è già in stato avanzato l’ipotesi la stessa cosa accada a Sale Sharks per il “trattamento” potenzialmente non conforme dell’infortunio alla testa accaduto a TJ Inane nel match con Harlequins. Inane non è nemmeno stato oggetto di quello che si chiama Head Impact Assessment (HIA) ed ha continuato a giocare il match. Sale lo ha poi escluso dalla lista gara di Champions Cup con Tolone, cosa che è suonata quasi come una ammissione di colpevolezza.

Richard Bath sulla questione riferisce che “EPCR è abbastanza preoccupata per l’imparzialità del personale medico dei club al punto che sta cercando di richiedere dei medici indipendenti per le partite dai quarti di finale in poi“. L’esclusione del medico del club sarebbe un fatto molto grave, un punto di partenza verso il buio ma la vera domanda è: come si è arrivati a questo punto?

Giocatori, tecnici, arbitri, dirigenti, tutte figure conosciute ed a volte pure chiacchierate nel nostro sport. In campo però ci vanno anche i medici, figura basilare per lo sport in genere e per il nostro sport in particolare. Serve anche per loro una politica attenta, una analisi del ruolo e la emanazione di regole precise. Serve guardare con attenzione al medico nelle categorie di Alto Livello, serve far crescere questa cultura però prima di tutto nel rugby di base che alla fine rimane come sempre il più esposto. 

Vedremo come EPCR tratterà la questione con Munster, di sicuro farà scuola.

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