27 dicembre 2016

DOVE SONO I GIOVANOTTI? (LATITANTI D’ECCELLENZA)

ECC G 6 2016

Nascosta fra le pieghe del Natale si è giocata, finalmente, la sesta giornata del Campionato di Eccellenza. Non cercate la settima nel prossimo fine settimana perchè il campionato si prende una giornata di stop (e qui possono piovere le risate).

Insomma si è giocato, davanti a pubblico scarso salvo che a Reggio Emilia dove l’evento del “rugby al Mirabello” ha ben funzionato (2000 spettatori ufficiali); nell’estate 2016 il Reggio Rugby è diventato uno dei gestori, insieme ad una importante società di organizzazione di eventi, dello storico stadio cittadino e questo è un modello che fa pensare e si spera faccia strada, per questo piace qui ricordarlo.

Per il resto la giornata di rugby ha scelto l’aggettivo “perentorio” per farsi conoscere. A Reggio Emilia il Petrarca non ha lasciato scampo all’avversario, Calvisano ha fatto a pezzi San Donà e Rovigo ha lasciato a secco i Lyons. A Viadana il Mogliano riesce a stare legato alle caviglie avversarie per circa due terzi del match ma non va oltre.

Attenti ai man of the match perchè a San Donà è Tuivati (Calvisano), a Reggio Francesco Favaro (Petrarca), a Viadana  Juan Ignacio Brex (Viadana), a Rovigo Jacques Momberg (Rovigo). Tre su quattro sono degli stranieri e, lasciatecelo dire, questo è lo specchio di un campionato che prende aria da bravi ragazzi venuti da fuori, stranieri modesti che però fanno la differenza. Dove sono i giovani super quotati che dovrebbero far brillare questo campionato? 

Nel conteggio dei match mancava il derby romano, le Fiamme Oro ce la fanno a superare la Lazio, con il fiatone ma ce la fanno, dice Casellato a fine match.”C’è stato un momento in cui ho pensato che, visto il trend negativo dei nostri ultimi match, anche questo match potesse sfuggirci; ma i ragazzi ci hanno creduto fino alla fine e hanno difeso il risultato alla grande”. A Roma il man of the match è stato Filippo Cristiano, ex-Zebre, classe ’87, terza di peso e di testa. Tutti italiani i ragazzi messi in campo da Umberto Casellato, unica Società in Eccellenza, ed allora, visto che la cosa è davvero speciale, facciamo tutti un ragionamento anche su questo.

Manca il nuovo talento e la cosa si vede eccome. Non emerge dai vari match di Eccellenza il grande risolutore di casa nostra, certo ci sono alcuni stranieri che fanno parti importanti, la pesantezza di Tuivati o la prontezza dell’apertura argentina Novillo a Calvisano, l’Ambrosini di San Donà, entrambi i mediani del Petrarca sono bravi e stranieri, il magico Ormson a Viadana o Almela del Mogliano, e dopo? Sprazzi di italica gioventù emergono qua e là ma quello che si intende vedere da queste parti è altra cosa, serve gente che risolve, che combatte e fa per due, che regala talento fresco e costante, che emerge e che viene fatta emergere davvero. Così ci hanno detto dovrebbero essere i ragazzi “accademici” che arrivano in Eccellenza, gente che si allena giorno e notte al rugby da tempo, via dai club, direttamente nelle strutture federali.

Se a qualcuno sorge il dubbio non sia tutto oro quello che riluce allora, dalle profondità di una Eccellenza sempre troppo autoreferenziale, altri ci suggeriscono di cambiare domanda, di girarla ai Coach del nostro massimo campionato. Sono loro che non sanno far emergere? Sono loro che non danno il “giusto spazio” (poi qualcuno deve spiegarci quando lo spazio e giusto e quando no) ai giovani virgulti provenienti da cotanta Accademia? Insomma questa filiera del virtuosismo dove si interrompe? 

Accepta candela, candelabrum quaeris (trovata la candela vai in cerca del candelabro).

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