ECC G 5 2016

Calvisano vola, mette sei lunghezze dietro di se ed il motivo è visibile, i bresciani sanno fare i 5 punti, quelli dietro pare proprio di no. Si chiama “bonus” dal prossimo Torneo entra pure nel Sei Nazioni, qualcuno deve lavorarci su un po’ di più, quelli di Brunello lo stanno facendo, al Viadana hanno fatto 6 mete.

Vorremmo che le cose interessanti dell’Eccellenza di questo turno, campi poco frequentati, poco pubblico e non è solo una questione di freddo, si limitassero al rettangolino con le due acca ma quest’oggi non va così. Giusto il tempo per fare la ola ad Ambrosini che nel massimo campionato italiano esce definitivamente dall’oscurità con il calcio all’ultimo minuto che mette il San Donà fra i vincitori di giornata e gli regala la seconda posizione di classifica. Ottimo il Reggio che ha sfiorato il colpaccio, realista invece il Coach biancoceleste Ansell che a fine partita dice:”Non sono soddisfatto del lavoro di oggi, ma sono contento che la squadra sia riuscita a salvare la partita. Probabilmente la lunga pausa non ci ha aiutato, facendoci perdere il ritmo e la concentrazione…”. Questa cosa della “lunga pausa” è un refrain, attenti mo’ cosa viene poi.

Il Mogliano batte i Lyons vittime della propria indisciplina e sommersi dai cartellini gialli, Rovigo si distrae e manca poco che non porti a casa la figuraccia, in compenso la Lazio porta a casa 2 punti di bonus (a proposito…).  Il Petrarca vince giocando male, i poliziotti sembrano aver vittoria ma poi sfuma, lato Fiamme Oro c’è qualcosa in più del rammarico mentre dall’altra parte Cavinato innesta la solita cosa che “loro sono professionisti e si allenano due volte al giorno“, tutto verissimo ma nella vita ci vuole anche fantasia.

Il leit motiv di giornata sono però le dichiarazioni stampa del Presidente delle Fiamme Oro Armando Forgione che dice a fine match a Padova:” Il problema principale, però, ritengo sia quello di un Campionato che viene di continuo interrotto e spezzettato, non consentendo a molte squadre di trovare il ritmo giusto. Mi sembra che l’Eccellenza non goda del rispetto giusto che le si dovrebbe; non dimentichiamoci mai che stiamo parlando del massimo campionato di rugby italiano”. 

Ovvio che da queste parti a sentire queste parole ci si commuove senza il “quasi”, che sia la volta buona?  L’ultima volta che qui se ne è scritto è venuto anche da dire che il Campionato di Eccellenza ha i suoi problemi ma avere una semplice febbre è cosa che si può anche rimediare, averci il singhiozzo per otto mesi è davvero una cosa infausta.

Forgione non è nuovo a tentativo di soluzione e composizione dei problemi del nostro rugby, dopo le elezioni federali, con le Fiamme oro schierate con i vincitori, auspicò, totalmente inascoltato, una condivisione della progettualità FIR fra i contendenti. Ora il Presidente delle Fiamme Oro tenta la grande scommessa e punta tutto su una aggregazione che ricostruisca dalle macerie il massimo campionato italiano. Da queste parti spesso si è suggerito la riaggregazione delle protagoniste in una Lega ma il tempo passa ed il rugby è sempre meno al centro dei pensieri federali.

Andarsi a rileggere il perchè fu chiusa la LIRE, la precedente lega, è roba da far venire i brividi, c’erano dei nomi grossi che avevano grandi pensieri, Benetton, Calvisano furono i sobillatori della rivolta ed il tema era la contrarietà della maggioranza dei club ad aderire ad un campionato straniero con franchigie (poi venne il Pro12). Il colpo di grazia arrivò proprio da Roma, Rugby Roma, Capitolina…. . Poi venne la Celtic league. E adesso cosa si fa?

Per questo la scommessa di Forgione è elegantemente coraggiosa ma soprattutto coraggiosamente realistica. Riusciranno i nostri eroi…. .Se non ora quando?

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One Comment to: CALVISANO VOLA ED ANCHE ARMANDO FORGIONE.

  1. Filippo83

    dicembre 5th, 2016

    Forgione la dice giusta, anzi si potrebbe pensare ad un’unica maxi-pausa invernale (che finisca alla fine del 6 Nazioni), ma giocando con continuità prima e dopo. Non riesco a non pensare, però, che le FF.OO. sono proprio parte del problema: il “dilettantismo di stato” poteva reggere ancora 30 anni fa, quando c’era un intero blocco (avverso) che lo praticava. Oggi è solo un’indebita ed antistorica ingerenza nel mondo dei club.