Guinness PRO12, BT Murrayfield, Edinburgh 28/10/2016 Edinburgh vs Zebre Edinburgh's Chris Dean with Giovanbattista Venditti of Zebre Mandatory Credit ©INPHO/Morgan Treacy

Venditti in azione durante il match con Edinburgo

Le Zebre che vincono ad Edinburgo con una meta di Venditti ad un paio di minuti dalla fine è una cosa molto bella, soprattutto se si considera che il risultato era passato da 12 – 0  a loro favore ad un rovesciamento fino al 12 – 14 che aveva portato davanti gli scozzesi. Finalmente una prova di carattere? Certo che si ma c’è dell’altro.

Coach Guidi ci mette anche una sua versione dicendo tra l’altro:”Il raduno con la Nazionale ha fatto bene, è stata una settimana intensa, ha portato un’aria nuova e stasera hanno fatto una partita piena di cose positive”. 

Lo stesso raduno non ha sortito gli stessi effetti in casa Benetton, sempre più allo sbando il mondo di Crowley che si trova, ultimo in classifica a -3 anche dalle Zebre, ma soprattutto con tutti gli indici statistici che dicono peggio dello scorso anno. Un anno fa a gestire quel “disastro” c’era Casellato, ora, dopo una estate all’insegna dei soliti proclami, nulla è cambiato ma soprattutto non ci sono cenni in questo senso.

Le Zebre vincono un match e tutti speriamo nel secondo e nel terzo perchè, diciamoci la verità, di fuochi di paglia se ne sono visti parecchi e siamo a posto così. Per i trevigiani la situazione è almeno delicata e le nuvole all’orizzonte sono davvero cupe.

Da più parti si chiede una “scossa” al mondo dei biancoverdi ma la domanda spontanea allora è: quale scossa?

Lasciare a casa Crowley per dare tutto ancora una volta in mano a Goosen e guardare il resto del campionato crollare addosso alla squadra come tutte le altre due volte? Questa mossa accentuerebbe il solito leit motiv, degno di altri sport, sul fatto che sia tutta colpa dell’allenatore.

Recuperare altri giocatori sul mercato e tentare in fretta e furia di cambiare tutto? Questa si può tentare, basta averci i soldi, particolare non trascurabile, e provare a credere che il rugby sia un flipper dove conta molto tirare la pallina più forte ed i punti arrivano.

Non è così, lo sappiamo tutti ma l’idea di lasciare in tribuna qualche giocatore sarebbe ora che Coach Crowley la prendesse in considerazione. Oppure l”idea di mettere sul mercato diversi giocatori o mandarli in Eccellenza, o lasciarli senza il campo del turno di campionato, anche qualche nome altisonante magari, questa è una cosa mai tentata. Sono capaci nella “dolce” Treviso di fare cose di questo tipo?  Intaccare la logica del posto fisso a qualcuno può fare bene a tutti?

Forse la “rifondazione” della franchigia veneta deve andare ancora più a fondo? Cambiare casa, città, cambiare aria, stile, giocatori e via così? In questo senso, è un segreto di pulcinella, ci sono almeno un paio di progetti, anche se non prevedono per forza di cambiare tutte quelle cose, il senso di marcia sarebbe comunque pesantemente invertito. Queste sono però analisi di medio-lungo termine, attività che hanno ancora il punto di domanda alla fine. Adesso c’è altro, c’è un campionato da raddrizzare. 

La situazione delle Zebre è fluida, una ipotesi di “pressione” sui giocatori pare la metta la Nazionale, anche se è presto per credere ai miracoli.

Per la Benetton invece ci vuole ben altro, forse c’è davvero una cosa che dal vertice societario e dallo staff dovrebbe venire fuori, una cosa grande, una cosa che poi molto spesso si rivela contagiosa, una cosa che può cambiare tutto: ci vuole tanto coraggio. 

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One Comment to: ZEBRE VINCENTI. LA BENETTON ALLA RICERCA DELLA SCOSSA

  1. Zonza

    novembre 2nd, 2016

    Zebre: una rondine non fa primavera…

    Benetton: concordo, qualche senatore in Eccellenza potrebbe essere una buona soluzione