Ellis_Park_Stadium

Ellis Park Stadium di Johannesburg, un tempio del rugby mondiale

L’Italia ritira la candidatura ad ospitare il Mondiale 2023. E’ arrivata l’ufficialità di una cosa che si sapeva da tempo e, nello stile di una Italia maestra nel farsi finta disincantata, quasi lo stupore regna sovrano.

L’elezione del nuovo Sindaco di Roma era già un indizio importante che sarebbe finita così ma, saltando piè pari il tema della politica italiana, forse qualche altro indizio poteva essere interessante per capire che questa “candidatura” era molto più politica delle stesse elezioni del Sindaco di Roma, “politica FIR” naturalmente.

Le possibilità che la World Rugby potesse assegnare all’Italia, a questa Italia del rugby, nel prossimo imminente Maggio 2017 l’edizione dei Mondiali 2023 erano decisamente scarse, per alcuni quasi nulle, ma oggi tutti fanno finta si sia persa chissà quale occasione.

Forse bastano due elementi per pesare il tutto. L’Italia presentava un piano stadi dei quali praticamente nessuno attualmente dedicato al rugby, una lista di stadi dai quali nel passato, anche recente,  il rugby è stato rifiutato, come  Bologna o il milanese Meazza che recentemente ha rifiutato di ospitare gli All Blacks per i test Match del prossimo Novembre. Gli altri stadi (Napoli, Palermo, Padova, Genova, Firenze, Udine, Bari) sono spesso in gestione diretta ed esclusiva di squadre di calcio di massimo livello le quali avrebbero dovuto sloggiare per lasciare spazio alla palla ovale. Altri candidati avevano soluzioni proprietarie, in tutto o in parte e permessi ad usufruire gli impianti già sottoscritti.

L’altra cosa che pochi hanno voluto riportare sono i nomi dei concorrenti. Leggere la lista di quelli che si sono candidati per questi Mondiali 2023 oltre all’Italia fa già venire i brividi. Tolti gli USA, che si sono ritirati pochi mesi fa, restavano da “sconfiggere” le candidature di : Irlanda, Sudafrica, Francia. Inutile fare commenti, specialmente alla luce di questa Italia del rugby, quella di oggi, ecco allora tutto si spiega da se.

Qualcuno dirà che in FIR ora piangono lacrime di coccodrillo ma forse non piange proprio nessuno. La candidatura FIR ai Mondiali 2023 ha fatto il suo “dovere”, ha fatto quello per cui era stata pensata. Adesso può anche andare in archivio.

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3 Comments to: CANDIDATURA FIR MONDIALI 2023: IL COCCODRILLO COME FA ?

  1. Filippo83

    settembre 29th, 2016

    Solo un appunto. A Padova, il Plebiscito dovrebbe diventare entro il 2018 la casa per calcio e rugby di club, e soprattutto per il primo (il secondo lo userebbe per le coppe europee, i derby ed i play-off). L’Euganeo verrebbe dedicato al rugby internazionale (un test match l’anno) e ad altri grandi eventi: per cui almeno uno stadio dedicato al rugby, nel 2023, ce lo avremmo avuto. Certo, poi uno va a guardare com’è ridotto il Flaminio e…lasciamo perdere!

  2. gianni amore

    settembre 29th, 2016

    Mi chiedo se la decisione sia stata presa dal consiglio o dal monarca.

    • gio'

      settembre 29th, 2016

      No no. Sua Maestà sarà alle prese col contratto tv pluriennale per il pro12. intanto siamo alla quinta giornata……