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Dopo il match fra Zebre e Connacht, peraltro rinviato per maltempo, il Coach delle Zebre Gianluca Guidi ha detto parlando della sua Società:Una squadra si deve organizzare. Mi sembra una cosa strana che, andando a giocare contro gli Ospreys, manchino quattro visti. Ci sono delle situazioni che capitano solo a noi, oggi (sabato, ndr) non c’era l’addetto all’arbitro mentre decidevano per il rinvio. Ci sono cose che dobbiamo imparare a fare. Così non si può competere, altrimenti, con tutto il rispetto e parlo della mia società, siamo il Cecina. E il Cecina a questi livelli non può stare. Agli sforzi dei ragazzi bisogna accompagnare altri sforzi“.

La domanda è questa: cosa costringe un allenatore di ampie vedute, di formazione tecnica decisamente evoluta, profondo conoscitore di come ci si deve muovere in ambienti ad alto tasso politico come Calvisano, FIR e soprattutto Zebre, a rilasciare una dichiarazione di questo tipo alla stampa parlando della sua Società, ovvero della super-federale Zebre Rugby?

Non è la delusione o la rabbia per il rinvio del match, Guidi è un professionista e copre uno dei ruoli tecnici più in vista d’Italia, non è emotività. Risposta scartata. Proviamo a darne altra.

Esiste un punto in cui, in un team sportivo, l’area tecnica deve farsi sentire oltre le sue più dirette competenze, deve insomma reclamare la stessa “attenzione e dedizione” che lei stessa mette nella gestione dei match ed in genere nello stare insieme. E’ un gesto certo clamoroso ma per questo di grande effetto e, se contenuto e se non promuove se stesso a compiti diretti impropri, può fare molto bene a tutto l’ambiente.

Quando in una Società, come sta accadendo alle Zebre, tutto è incerto ed indefinito, quando mancano le risorse per portare avanti in maniera appropriata il progetto che ci si è dati, quando l’area dei “dirigenti” non risponde più alle sue chiamate, a questo punto c’è solo una sveglia che può smuovere le acque, quella dell’Area Tecnica e della sua massima espressione: l’Head Coach.

E’ un meccanismo che presuppone l’esistenza di crisi serie, una situazione che ci si augura in una Società non debba mai accadere ma quando accade una cosa così, ovvero esattamente quello che Guidi è stato assolutamente costretto a fare, allora questo significa che è suonata “l’ultima campanella”.

La situazione alle Zebre, è difficile ma il Coach ci crede, crede nei suoi ragazzi e nelle loro capacità, adesso tocca agli altri. Un messaggio forte che sicuramente sveglierà molte menti dormienti, diversi dirigenti soprattutto federali, soci veri e soci meno veri ed anche alcune coscienze.

Per il “poi” staremo a vedere intanto un bel bravo a Gianluca Guidi. 

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