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Alfredo Gavazzi, rieletto Presidente della FIR

Alfredo Gavazzi è stato confermato alla guida della FIR con il 54% delle preferenze ed il fatto che lo sia stato nonostante il disastro sportivo ed economico a cui lui ha portato la Federazione la dice lunga sui meccanismi che hanno determinato la sua rielezione. Alfredo Gavazzi ha vinto, è il Presidente per altri quattro anni, a noi va bene così. A lui invece pare proprio di no. 

Le dichiarazione esplosive che il Presidente federale ha rilasciato a rielezione avvenuta contro gli avversari e contro il movimento ovale arrivando al dileggio ed alla offesa gratuita, dimostrano la sua irrequietezza, la sua insicurezza ma anche la consueta metodologia del Gavazzi e quindi non ci sorprendono più, l’uomo è così: mai stato un gentlemen, mai stato riguardoso, mai stato unitario, mai stato davvero un Presidente.

Alfredo Gavazzi avrà quindi ancora il bastone del comando, nel suo caso si chiama così, ma, questa volta, di una federazione spaccata sostanzialmente a metà e con un intero mondo ovale non solo attento ma anche capace di analizzare e pesare le sue decisioni, raccogliere e catalogare i risultati. Questa eredità, che non ci aveva lasciato la prima candidatura contro il bresciano quattro anni fa, secondo le rassicuranti dichiarazioni del contendente sconfitto Marzio Innocenti, non verrà utilizzata in un ruolo di pura e sterile opposizione interna ma semmai a favore di tutto il rugby e questo è un valore importante per tutti.

L’altra sostanziale novità riguarda il Consiglio Federale, non più bulgaro come nella passata elezione del Gavazzi, ma che annovererà la presenza di due esponenti del gruppo di Innocenti, “Pronti al cambiamento“: Roberto Zanovello ed Erika Morri. Questo sono presenze che possono cambiare positivamente i lavori dell’intero Consiglio, possono costringere ad un maggior dibattito e, alla luce di quest’ultimo, portare proposte ed idee nuove e/o alternative, rivitalizzando così un Consiglio Federale costretto negli ultimi quattro anni al silenzio ed all’anonimato al punto che pochi si ricordano i nomi dei consiglieri e non si è in grado di capire quale sia stata esattamente la loro trascorsa funzione.

L’Alfredo Gavazzi nervoso è forse figlio di tutto questo, mai vittoria è suonata così simile a quella di Pirro, mai come oggi il Presidente di Calvisano, che si trova imprigionato fra bilancio federale in profondo rosso, movimento sportivo in grande crisi ed altri amenicoli da lui stesso creati, ha pure davanti a se la prospettiva di non poter più essere il Padrone della Federazione, ruolo che aveva svolto fino ad oggi saltando piè pari il fatto di esserne solo il Presidente. Adesso è palese: l’Assemblea Federale gli ha detto chiaro e forte che è “solo” il Presidente.

Marzio Innocenti, al quale da queste parti abbiamo dato un deciso appoggio, ha regalato al movimento ovale,  con tutta la sua squadra, un progetto ed una capacità di leggere il futuro del rugby che non potrà andare disperso. Un lavoro del quale lo stesso Presidente eletto potrà fare tesoro, se vorrà.

Buon lavoro ad Alfredo Gavazzi, sinceramente, perchè da queste parti si fa il tifo per il rugby e per il rugby italiano, per la FIR e per i suoi club, per i nostri ragazzi, che questi ultimi crescano con l’ovale e che questo rimanga sempre un simbolo valoriale importante (tanto come non riesce ad esserlo ad ogni passaggio elettorale interno).

Buon lavoro al Presidente ed a tutto il nuovo Consiglio Federale perchè il mondo del rugby mondiale tende trabocchetti micidiali ed è in gran fermento, ci sono molte ambizioni e molti ambiziosi in giro, grandi progetti che il rugby italiano deve ancora recepire e sui quali non si può aspettare. Abbiamo bisogno di crescita e vittorie, sul campo soprattutto. Questo è quello che ci si aspetta da uno sport e quindi dalla nostra Federazione sportiva.

Buon lavoro a quanti dall’interno della FIR  e dalle istituzioni dello sport ma anche dal web e/o dagli organi di informazione, devono scrutare e/o sorvegliare che quanto accade in FIR, quanto i suoi organi statutari faranno e decideranno,  sia solo per il rugby e lasci fuori dalla porta virus pericolosi e metodologie dannose che, già viste usare in un recente passato, ci si augura vengono riposte in qualche cassetto. Forza Rugby.

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