BETTING

Sei giocatori dei due massimi campionati francesi (5 del ProD2 ed 1 del Top14) sono stati condannati dalla giustizia sportiva ovale francese nella inchiesta sullo scandalo delle scommesse. La notizia è di questi giorni, è OnRugby.it che ci mette l’occhio sopra. I sei giocatori avevano scommesso sulle partite, cosa che in Francia è vietata ai giocatori professionisti ed a tutto il vasto entourage dei loro team; la “pena” che è stata loro affibbiata è davvero risibile, trattasi di multe da qualche centinaio di euro, ma evidentemente proporzionata ai casi presi in esame, infatti non è questo il punto.

Il fenomeno delle scommesse è stato, nel calcio e non solo in Italia, uno dei grandi malanni che hanno distrutto lo sport; si tratta di grandi quantità di denaro azzardate su risultati di match o su decine di altre combinazioni che riescono a raggiungere dimensioni tali da rendere possibili il vero e proprio “acquisto” della partita sulla quale si punta. Gli interessi che riesce a sviluppare questo fenomeno sono talmente vasti da essere un vero pericolo per l’integrità dello sport.

Sembra quasi incredibile dirlo ma il nostro rugby italiano, stando ai parametri tipici, sarebbe a rischio! Il Campionato di Eccellenza attira infatti scommesse pari a circa 20 milioni di euro l’anno, un giro di affari che vale circa 150.000 euro a partita !!! Un cifra di tutto rispetto se si pensa che la recente RWC2015 ha attirato scommesse per un totale di ben 200 milioni di euro.

La FIR, dal canto suo a Dicembre ha aperto un progetto con SportRadar AG per monitorare il fenomeno ed “educare” i giocatori  di Eccellenza. Vedremo come andrà, se è andato, dati dopo i lanci natalizi di agenzia non se ne sono più visti ma qui si confida sia tutto davvero ok.

La Francia è troppo avanti, lei ha già si suoi primi giocatori condannati per aver tradito (se preferite scriviamo “aggirato” ma che differenza fa?) la regola di cui sopra. Insomma la Francia è un campanello di allarme ben chiaro, il rugby fa gola, il rugby fa audience, il rugby, per il mondo del “betting”, è una immensa e modaiola piattaforma da sfruttare.

Chissà se c’è un modo per costringere il “betting” a finanziare lecitamente lo sport dal quale attinge le sue fortune. Ma si che c’è, ci deve pur essere: scommettiamo?