gambe rugby pallone

Fosse solo una sola campana magari uno penserebbe che è stonata ma in troppi hanno una opinione non positiva dei giovanotti della Accademia FIR che milita nel Campionato di Serie A. Tutti invidiosi? Irosi? Astiosi? Biliosi? Gelosi?  Insomma tutti questi “docili” detrattori dei ragazzotti che vestono la divisa dei predestinati all’Azzurro hanno qualche ragione oppure no?

Di questi ragazzotti si raccontano comportamenti insufficienti in campo e fuori, pretenziosi, a volte stucchevoli. E’ tutta una montatura? Eppure quelli che ne sanno di queste cose ammettono che solo poche persone vedono giocare la squadra dell’Accademia FIR in A e ne osservano davvero le dinamiche in campo, in panchina, attorno al campo e tra le varie parti: se tutti vedessero cosa accade in quei frangenti, nessuno si stupirebbe. Nessuno si stupirebbe di cosa? Degli scarsi risultati dell’Under20, ad esempio.

Essere una quarantina di predestinati in tutta Italia è effettivamente un mestiere difficile e non c’è sarcasmo, è davvero così. Il sistema produce questa condizione assurda e crea questi “eccellenti per forza”. Siamo allora sicuri che sia tutta colpa loro? Non c’è forse un sistema ovale sghimbescio che tronca sul nascere la nostra meglio gioventù?

Ci sono anche molti ragazzi che, pure se ammessi all’Accademia, non ci vanno e restano nei club; questi giocano comunque tanto e molti giocano anche bene, il Campionato di Eccellenza, da queste parti quello si lo conosciamo molto bene, è colmo di ragazzi così. Crescono forse meno palestrati ma più completi dei loro coetanei che sono rinchiusi, gonfi e montati, i primi però si dice non vedranno una maglia azzurrina neanche col binocolo, mai. Anche su questo però qualcosa sta cambiando.

La raccomandazione che arriva da queste parti è di buttarci un occhio in Serie A di andare a vedere questa Accademia come si comporta. Va bene, è tempo di segnarselo sull’agenda ma,  chissà, magari, dopo tutte queste polemiche sulla loro fatale ed ineluttabile carriera, mettono pure la testa a posto. Speriamo sia così perchè,  questa volta è vero, anche se qualcuno in Federazione non l’ha capito, in fondo quelli …sono ragazzi.
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3 Comments to: PREDESTINATI AZZURRI

  1. Pasqualino

    giugno 30th, 2016

    Anche stavolta hai fatto centro. La raccomandazione che farei è di scendere pure di un gradino e andare a vedere la U18, per cercare di capire come mai, o perchè, si arriva alle Accademie e finanche alle Nazionali giovanili… Così per dire…

  2. Marco

    luglio 4th, 2016

    Buongiorno a tutti,
    Sono un padre di un ragazzo che ha vissuto l’esperienza di 2 anni in un accademia zonale. Essendo un 97 egli nella stagione sportiva appena passata è ritornato a giocare nel club. Sicuramente l accademia zonale per lui e’ stata un ottima esperienza umana e di crescita tecnica; il guaio e’ che la selezione dei ragazzi per l accademia nazionale è avvenuta in modo non trasparente e la cosa ancora più grave è che gli scartati non sono più stati monitorati. Mio figlio, ad esempio, è entrato in accademia come 3 linea, è stato fatto giocare 2 linea nel campionato accademie ( sempre titolare),è stato scartato in quanto troppo piccolo, secondo il famigerato progetto altezza. In questo ultimo anno il ragazzo è aumentato di 8 kg, Pesando oggi 100 kg per 195 cm.
    Ma nulla, non c’è per questi ragazzi, su cui la federazione ha investito un sacco di soldi, la possibilita di rivalutarli. Anzi, alcuni di questi, se appartengono a regioni rugbisticamente meno presenti nei campionati di eccellenza o di serie a
    spariscono nei campionati minori, magari in società non all altezza e finiscono per perdersi.
    Da qui si inseriscono le critiche contro il progetto accademie che a mio giudizio partono bene ma raccolgono molto meno di quello che seminano perché abbandonano senza più valutarli 90 ragazzi circa all’ anno a 18 anni sui 120 selezionati per anni anno di accademie zonali.

  3. Pasqualino

    luglio 6th, 2016

    Caro Marco, conosco per filo e per segno l’ambito del tuo ragionamento. Confermo che per quanto vengano richiesti minuti giocati, fisico, skill e quant’altro alla fine conta di più una bella amicizia importante, almeno sino a quando i risultati sul campo sono giustificabili. Occorre però fare un ragionamento parallelo. Abbiamo atteso le Accademie, ivocate, sostenute e promosse. Alla fine non ci resta che gioire del fatto che oltre ad poter garantire molta visibilità, una buona formazione, un ingaggio succoso ( e non è poco ), i Club rimangono la casa permanente di questi ragazzi, e alcuni arrivano in barba a tutte le previsioni ai Club migliori e finanche alla NAzionale Maggiore. Qui dalle mie parti se ne è parlato molto insieme a due genitori di esclusi e uno che invece è rimasto… Niente di che, salvo osservare che non si è esclusi da un bel niente. Si percorre una strada diversa e parallela, priva magari di vertice, ma che darà le medesime soddisfazioni.