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All’ombra della Georgia?

Le grosse novità verranno il prossimo anno, il primo dopo i Mondiali fa sempre poco, fatte alcune eccezioni. Questa potrebbe essere una prima sintesi dei Test Match che, con pochissimo eco in Italia, si stanno giocando nel mondo. La nostra Nazionale, il nuovo corso di O’Shea, sta facendo il suo come sempre, da anni ormai, la squadra azzurra è “sperimentale” ma, per una volta, la cosa ha anche un senso. Per ora l’Italia ha vinto male con gli USA dopo aver perso con i fortissimi argentini, il prossimo è il Canada, non si vuole pensare sia un problema da 1X2, non si vuole ma nessuno ci scommetterebbe, per ora però va bene anche così.

Nei mesi passati lo sguardo degli appassionati italiani è spesso dovuto volare verso altre Nation che hanno raccolto successi, hanno insidiato prestigio e speranze del nostro povero rugby, ucciso aspettative, smascherato le nostre falsità; diamo allora una breve occhiata a queste “emergenti”, come va questo giro di Test ad esempio a Georgia, Giappone, Romania?

La Romania ha vinto la World Rugby Nation Cup, bravi, bene bis, anche se quello che avevano davanti Vlaicu & Co non faceva per forza gran testo; per i colori azzurri c’era la Nazionale Emergenti e pure l’Argentina aveva mandato la seconda squadra. Dispiace per i lamentosi dirigenti rumeni ma, per conquistarsi un posto in paradiso e poter continuare a piagnucolare della posizione di “privilegio” dell’Italia nel Tier1, devono dare ben altre dimostrazioni del loro rugby.

Il Giappone (11° nel ranking mondiale), dopo aver vinto (26 – 22)  con il Canada (18° nel ranking mondiale) sta affrontando una serie di due incontri con la Scozia (9° – ranking), nella prima è rimasto a metà, (26 -13 per gli scozzesi) si vedrà la seconda ma la strada dei nipponici è lunga anche se decisamente ben organizzata. 

Diverso il discorso per la Georgia che sta puntando decisamente tantissimo su queste stagioni post RWC2015 per fare il decisivo passo avanti. Attualmente 12° nel ranking, due posizioni sopra l’Italia, Sutiashvili e compagni hanno pareggiato con Samoa (15°) e vinto (23 -20) la sfida con Tonga (13°), il prossimo giro è con Fiji (10°) ed è veramente una prova che vale.

E’ chiaro che una Georgia di diverse posizioni sopra l’Italia e che conferma le sua posizione facendo ottime figure nel pacifico, è una insidia importante nei progetti e nella posizione sportiva e strategica della nostra Nazionale. Vorremmo pensare che in ballo ci sia solo prestigio e posizioni di ranking ma in verità queste potrebbe determinare anche, oltre ad un potenziale inserimento in qualche forma dei georgiani nel Sei Nazioni, ad uno spostamento dei finanziamenti della World Rugby, finanziamenti che, ad oggi, rappresentano il 50% del disastrato bilancio FIR.

In questo senso è condivisibile e decisamente forte la posizione del candidato alla Presidenza federale Marzio Innocenti che ha proposto di sfidare davvero la Georgia in campo, una posizione da vero sportivo ma anche molto corretta sotto il profilo tattico-politico verso la comunità di World Rugby. L’attuale Presidente si è trinceato infatti dietro gli accordi con il Board del Sei Nazioni negando la sfida.

I Test Match di quest’anno diranno gran poco però, come visto, qualcosa si muove. L’estate ovale sonnecchia alle porte delle Olimpiadi dove ci sarà presto il debutto del Seven. L’Italia è un po’ in bilico ma anche ad un punto di svolta e non si parla solo di O’Shea.

2 Comments to: L’ITALIA, LE ALTRE ED IL PUNTO DI SVOLTA

  1. Zonza

    giugno 20th, 2016

    E’ indubbio che la Georgia stia crescendo, credo che i test match contro le squadre del 6 nazioni si faranno e che male fa l’attuale presidente FIR a rifiutarsi di giocare contro i caucasici.

    Comunque, considerando che non c’è più Brunel, l’Italia non si sta comportando male nei test match… a novembre e dopo il 6 Nazioni capiremo meglio cosa accadrà…

    Complimenti ancora per le sue analisi.

  2. Filippo83

    giugno 21st, 2016

    E intanto ieri nel mondiale U20 la Georgia ci ha battuti, 18-17. Non penso che servan oaltri commenti.