peugeot castrogiovanni

Castro & Peugeot. Lo storico ma impossibile sfondo “milanese” è un buon fotomontaggio dei “creativi”.

Se ascoltate la radio certamente da un po’ lo sentite anche voi il bravo Martin Castrogiovanni cimentarsi in quasi-arguti sketch pubblicitari a vantaggio della Peugeot, una cosa che suscita senz’altro simpatia.

Lo spot inizia sempre con l’interlocutore che dice al rugbista, Ciao Martin e così da queste parti ci si chiedeva se veramente tutti in Italia capissero che quel Martin era l’indistruttibile campione della prima linea della nostra Nazionale. E’ vero che non pare ci siano molti contemporanei famosi che si chiamano Martin in giro ma il dubbio era che i nostri cari concittadini potessero davvero collegare la cosa al Castrogiovanni e quindi al rugby.

Sicuramente da qualche parte qualcuno di quelli che si occupano del mondo dell’advertising questa indagine l’ha fatta eccome, avrà misurato indici di penetrazione del campione in questione e del suo sport, di riconducibilità positiva del brand pubblicizzato ai valori del rugby, e tante altre cose di questo tipo che si lasciano agli esperti per i quali la porta da queste parti è davvero aperta perché la curiosità è tanta.

Chi scrive si è tolto la soddisfazione di chiedere questa cosa ad amici ed interlocutori vari incontrati nelle ultime settimane, in modo estemporaneo, completamente ascientifico. La prima domanda era ovviamente “Hai sentito alla radio lo spot della Peugeot con Martin?” e la seconda “Sai chi è quel Martin?”. Una cosa del genere può non avere alcun valore ma l’impressione generale che se ne ricava è davvero indicativa.

E’ vero che alcuni rispondono semplicisticamente “sarà uno che fa la pubblicità” ma persone così non si sarebbero mosse neppure se si fosse presentato ai loro orecchi Parolo o Giaccherini (sapete tutti chi sono Parolo e Giaccherini vero?). Molti invece escono con allocuzioni tipo è quello del rugby, quello con la barba… , “gioca a rugby no? Con la Nazionale no?” , altri ancora “seguo il rugby, quest’anno ben ho visto due partite del Sei Nazioni,  lo so..”. E via così, più o meno distanti, alcuni inconsapevoli, altri da appassionati di rugby genuini.

Insomma, per vie generali, non è mai stata così presente la sensazione che il nostro sport abbia veramente, totalmente, varcato il confine del nulla, sia decisamente uscito dall’anonimato per assumere una sua forma ed una sua fisionomia.

Niente di esaltante rispetto ad altri mezzi di promozione perché il rugby sta nella Terra di Mezzo, quella di Tolkien per intenderci, un mondo affascinante e vivo, un continente del nostro pianeta ma che appartiene solo alla fantasia di molti.

Castrogiovanni che viene riconosciuto nello spot Peugeot è un bel segno. La strada però per dare al rugby ed ai suoi campioni Azzurri ma anche agli altri che militano nei team italiani, in modo proporzionato, una dimensione realistica e realmente popolare è ancora lunga e fanno paura quelli che si accontentano che tutto si fermi a “Martin” & Co.

Resta comunque una piccola ma solida soddisfazione: ci conoscono.

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