9 maggio 2016

PRO12 ZEBRE E BENETTON: OBIETTIVI RAGGIUNTI !

PRO12 22

Ultima di campionato Pro12, obiettivi di stagione in mano si fanno i conti, quelli degli altri li faremo, quelli italici sono evidenti. O no?

Sarà pur paradossale ma le celtiche italiane hanno raggiunto i loro obiettivi stagionali. Non è ironia, è purtroppo una verità e così, alla chiusura del sesto anno di campionato celtico, per l’Italia l’ennesima debacle diventa figlia di “soddisfazioni”. “Roba minima” si intende.

Le Zebre che vincono in casa con i Dragons e conquistano la penultima posizione e si giocheranno il prossimo anno la Champions Cup rientra alla voce “obiettivi stagionali”; così come Treviso che, arrivata ultima, entra invece nella Challenge Cup, esattamente come aveva detto “preferire” sia il Presidente Zatta che l’ultimo-solito Coach Goosen. Obiettivi raggiunti. Roba minima, si intende.

Ecco quindi il risultato di oltre una decina di milioni del bilancio federale spesi anche quest’anno, per non parlare di quelli tirati fuori, a Treviso soprattutto, da patron e sponsor “amici”, da appassionati e tifosi.

Passati sei anni, risultati zero ed inversioni di tendenza molte con obiettivi stagioni ogni anno sempre più infimi, l’unica cosa che si è evoluta in questi anni è stato il livello delle” giustificazioni” che gli staff hanno saputo/potuto trovare per raccontare le proprie debacle, su questo l’apporto federale, lasciatecelo dire, è stato determinante. Ognuno ha il suo professionismo.

“Adesso cambia tutto”, ogni fine  stagione siamo costretti a pensarla così ed a sperare che sia vero, un po’ dobbiamo anche farci coraggio, amiamo il nostro sport, insomma ci piace credere che sarà, sempre la prossima,  una gran stagione e va bene così.

Per vedere davvero però come è andata di stagione in stagione ecco un paio di tabelline davvero semplici, si commentano da sole.

TABLE ANNI BENETTON
TABLE ZEBRE

Tranquilli: ” Adesso cambia tutto”.

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Comments

Angelo

Condivido in tutto o quasi. Per fare una buona squadra ci vuole un budget più alto sempreche qualche atleta di rango voglia giocare in una delle nostre franchigie ……………,; e poi il management deve essere veramente professionistico nel reale senso della parola

Walter

Beh, adesso è tutto sistemato. La FIR con le sue accademie che sfornano talenti a ripetizione di ogni ordine e grado, ha finalmente con sforzi immani accentrato le competenze che in tutti i paesi rugbystici di prima fascia vengono stupidamente delegate ai club (con risultati disastrosi). Dopo aver creato una franchigia tutta sua e raggiunto obiettivi che i più blasonati club europei si sognavano, adesso ha finalmente chiuso il cerchio anche con Treviso “suggerendo” tecnici, giocatori e dirigenti a quel club dimostratosi in un recente passato riottoso se non proprio refrattario a quei “suggerimenti”. Infatti Treviso appena liberatasi di quei guru incompetenti rispondenti ai nomi di Munari, Smith ecc, ha raggiunto la vetta celtica. Risultati che hanno permesso anche al rugby tricolore di ottenere altresì posti di prestigio presso i massimi organi direttivi mondiali. La nazionale ora è attesa con ansia e curiosità dall’Europa intera la quale ha già inviato frotte di loro tecnici (i migliori) a seguire i corsi che la Fir terrà sembra a Tirrenia o a campagna lupia in prov di Venezia. Ora finalmente avremo il posto che ci spetta: il WC. Noooo, cosa avete capito? Il World Championship!