miseria e nobiltà

“Miseria e Nobiltà” film del 1954 con Totò e Sophia Loren. Bellissimo…. il film.

Il Rugby Lumezzane rinuncia alla Serie A e riparte dalla Serie C, motivazione: mancanza di un impianto sportivo  adatto alla competizione conseguita sul campo, mancanza di fondi sufficienti a rendere quello attuale al livello necessario, mancanza di una Pubblica Amministrazione in grado di recepire tutto lo sport e poi un assente illustre: la FIR.

Lumezzane, provincia di Brescia, 24.000 abitanti, si trova 55 km a nord di Calvisano (9000 abitanti stessa provioncia) , 65 Km da Remedello (3000 abitanti stessa provincia) le due “capitali” del rugby bresciano, Calvisano sede dei campioni d’Italia e di una delle Sedi distaccate della FIR, Remedello già della Accademia Federale. Tanto per fare un po’ di geografia.

La notizia ha già una settimana, forse per qualcuno è già pronta per essere dimenticata ed invece proprio oggi è matura per essere raccontata, perchè oggi se ne vede bene tutta la “miseria”.

Lumezzane che non ha un campo adatto per giocare è una delle tante storie di mancanze infrastrutturali del nostro rugby, il tratto è facile da calcare: i bresciani del nord non giocheranno la serie A al pari di molti ragazzini del Sud che non giocheranno proprio, di giovani del Nord che sono nella stessa condizione dei colleghi del capo opposto ed altri più “fortunati” che macineranno decine e decine di chilometri al giorno per arrivare all’allenamento.

C’è la miseria e c’è la nobiltà, e qui si potrebbe dire campi da gioco zero ma un Palazzo a Roma pagato dalla FIR 23 milioni perchè ci deve fare “rappresentanza” ed una propria agenzia di viaggi. Basterebbe questo e fermarsi qui, oppure, a proposito di nobiltà e restare sul territorio intimo ai lumezzanesi, quel campo in sintetico a Calvisano, provincia di Brescia a 55 Km da Lumezzane, realizzato con soldi FIR, centinaia di migliaia di euro dei quali, dicono sempre i beni informati, non si trovi nemmeno la delibera federale. E’ vero che ogni volta che si parla di quel campo cala un silenzio surreale. E poi ancora nobiltà, quella tribuna a Calvisano, provincia di Brescia a 55 Km da Lumezzane, realizzata per i Mondiali giovanili, un mostro di cemento costato milioni di euro, opera della solitudine di un Presidente federale, uomo solo al comando.

Basterebbe questo? Invece no, tutto questo è quasi scontato, chi non lo ha pensato nei primi tre minuti dopo aver letto la notizia di Lumezzane è davvero figlio di un altro pianeta, il dramma è altro, ben più sottile.

Il Presidente Gavazzi ha usato un metro nelle gestione federale smaccatamente personalistico, un “do ut des” a moltissimi apparso solo volto a favorire amici elettori o potenziali tali, ogni assegnazione federale ha scolpito sulla sua delibera questo metodo di gestione intitolato più al suo Presidente che a tutto il rugby. Lumezzane evidentemente non fa provincia, non quella giusta almeno e come lei molte altre realtà ovali. Qui però casca il vero dramma di questa gestione federale che, assorbita da tutto questo lavorio particolare, ha perso il conto delle promesse che non ha mantenuto ma soprattutto di quelle che non potrà mantenere. Ha fatto miseria in giro ed ora non ha più le forze per dare a tutti la nobiltà promessa.

Perchè il bilancio FIR è KO, stremato dai costi spropositati di questa gestione che si è mangiata pure una riserva milionaria che il Dondi & Co affermerebbero nelle segrete stanze aver lasciato alla gestione attuale. La nobiltà è finita ora c’è solo la miseria di un bilancio FIR che dipende integralmente dalla bontà della Wordl Rugby, dalla pazienza del Board del Six Nation, forse dalla fantasia di qualche commercialista.

Come si fa adesso a promettere infrastrutture? Non si può. Magari Alfredo Gavazzi lo farà per farsi rieleggere ma dovrebbe bastare a smentirlo la lettura a voce alta del suo Bilancio federale. Grave è se la stessa promessa la facessero i suoi candidati alternativi senza spiegare l’unico modo che c’è per mantenere questo eventuale proposito.

Per poter dare infrastrutture al territorio una parte della costosissima Federazione messa in piedi dal Presidente Gavazzi deve venire smontata ed i suoi fondi destinati ad altro. Questa FIR o si smonta o muore, il Presidente attuale non lo può fare, non è credibile, Lumezzane insegna.

Ridurre i progetti faraonici della attuale gestione federale, palazzo incluso, per restituire all’ovale, quello che rotola davvero sull’erba, ciò che è suo. Questo è l’unico modo per poter parlare di nuove infrastrutture, per altri salti in avanti c’è solo il burrone.

Questo è la vera miseria che ci si trova oggi per le mani, la necessità di tornare indietro, di gran lena, di perdere per strade prebende e favori, di smaltire e ridurre esercizi costosi e senza veri risultati, eliminare tutto questo per pensare davvero al Rugby che è la vera e sola nobiltà che conta.

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2 Comments to: LUMEZZANE NON FA PROVINCIA. FIR : MISERIA E NOBILTA’.

  1. Rosario

    maggio 4th, 2016

    Reale e coraggiosa denuncia. Io posso capirli, dopo tre anni ho dovuto chiudere una squadra giovanile (under 12/14/16/18) per mancanza di un campo. Avevo però in concessione un campo abbandonato da parte del Comune per 15 anni. La FIR ha rifiutato di investire nella ristrutturazione del terreno. Però oggi ha un palazzo di proprietà dove non si può giocare e il FLAMINIO abbandonato.

  2. Piero

    maggio 5th, 2016

    E’ sorprendente il fatto che se una societá in 15 anni con X tesserati non riesce a farsi sentire come si deve presso il proprio comune (Lumezzane, non New York), sia sempre colpa degli altri, in questo caso la FIR. Ho sentito di problemi di soldi da parte del LUME. Forse questo concorre nelle motivazioni per chiudere la Serie A. Insomma, tutta colpa della FIR? Si prega di fare attenzione a non dare interpretazioni errate, magari poi è tutta una cosa diversa.