nigel owens

Ecco Nigel Owens arbitrare, una settimana dopo la finale del Mondiale 2015, una partita del campionato minore gallese: Gowerton v Crymych

Sono tutti felici quelli del calcio, finalmente avranno la moviola in campo! Dicono loro:”come il rugby”. La notizia trasuda su tutta la stampa anche se, visto che la stampa si occupa solo di calcio, magari si perde qua e la fra i tanti titoli della pallatonda.

La notizia la prendiamo allora dal Corriere dello Sport, un pezzo a firma di Edmondo Pinna  che ci racconta che qualche giorno fa l’International Football Association Board (IFAB) ha detto “si, va bene la “moviola in campo“; si parla di una sperimentazione iniziale di due anni, l’Italia sta correndo per essere fra i paesi che “godranno” di questa sperimentazione. Un tripudio, un sogno che si avvera, queste le reazioni di quelli che si occupano di calcio. Le motivazioni che muovono quelli del calcio mondiale verso questa misura sono note e nascoste, da queste parti fanno rabbrividire ma, non essendo casa nostra, evitiamo di elencarle e ci si limita a raccontare quanto dice il Pinna :” Le prime indicazioni parlano di gol non gol (per il quale c’è già la Goal Line Technology), calci di rigore, espulsioni dirette e scambi di persona. L’obiettivo non è raggiungere l’infallibilità in ogni decisione, ma evitare decisioni chiaramente sbagliate“. Quale sia la differenza fra le due cose non è facile capirlo ma in pratica il tutto è una gran confusione e soprattutto mira alla cancellazione dell’errore arbitrale come parte del gioco (fino ad oggi al pari degli errori dei giocatori). Fosse così sarebbe un passo indietro per lo sport e per il calcio.

Il rugby da tempo utilizza quella che gli altri hanno chiamato moviola in campo, il mondo ovale  si gestisce con il TMO le cui funzioni, in occasione, della RWC2015 sono state pure ampliate creando molti problemi al gioco, alle decisioni arbitrali, alla stessa “tranquillità” arbitrale ed allo spettacolo soprattutto. Insomma il rugby un pensierino a fare una marcia indietro sul TMO forse se lo sta già facendo anche se è indubbia la sua utilità di base. Nel rugby però il TMO non ha ricusato l’errore arbitrale come componente del gioco o almeno per ora in questo senso ci siamo ampiamente salvati nonostante le infoiate dichiarazioni di qualche francese di altissimo rango troppo convinto che può vincere solo lui.

La verità è che il TMO sta erodendo alcuni aspetti del nostro gioco, porta a pretendere comportamenti fra i giocatori e fra gli arbitri stessi non consoni ai tempi di gioco, alla sua dinamica, compromette movimenti e schemi, punta ad una perfezione che non esiste. Questo è quanto emerso nel rugby dopo la RWC2015, è un problema pesante, di ampia portata, forse sarà questo per il nostro sport uno degli spartiacque verso il futuro. Una cosa deve essere chiara: quella calcistica è una deriva che non va imitata. 

In questo senso Nigel Owens, ovvero quello che è riconosciuto come il miglior arbitro di rugby al mondo, quello che peraltro ricorre davvero poco al TMO, ha dichiarato a Walesonline pochi giorni fa:” Io credo molto nel prendere le decisioni da soli, così poi è una tua scelta e sei tu che l’azzecchi o la sbagli. Ma se porti qualcosa dal Tmo, quella decisione diventa tecnica e rallenta il giocoIo sono un tifoso degli arbitri che prendono le decisioni in campo così come le hanno viste loro. La tecnologia c’è e il Tmo da un aiuto importante, ma personalmente vorrei che il protocollo fosse più rigido e ci rivolgessimo al moviolista meno spesso”. Esatto.