ECC 20152016 8

C’è una parte greve nella ottava giornata di questo Campionato di Eccellenza, una serie di eventi che non conta quanto te li aspetti o no, conta ci siano, siamo alla penultima del girone di andata, si fanno i primi conti, senza appello e se l’appello c’è si chiama girone di ritorno, ancora più difficile, ma quanto posti ci sono in questa parte “greve”?

La parte greve del campionato si ritrova sulle spalle in primis la sconfitta di Rovigo, più per come è maturata che non per il risultato in se, si è visto troppo vuoto da parte dei rossoblù per un match così importante. Greve è la sconfitta delle Fiamme Oro a San Donà, terza consecutiva per i ragazzi di Eugenio che hanno vinto fino a qui solo due partite, con la neo-promossa Lyons e con L’Aquila, ultima in classifica. Sulla tabella di marcia dei cremisi pesano le sconfitte di misura con Lazio, Mogliano e Rovigo ma alla fine è la mancanza di un gioco coerente che preoccupa di più lo staff dei poliziotti. Se ascoltate le voci ufficiali delle Fiamme Oro queste dicono che è tutta colpa della infermeria piena, val la pena segnalare loro che una cosa così la dicono un po’ tutti in Eccellenza, pure a San Donà che però ha vinto l’ultimo match. Se è greve un motivo ci sarà. Un vero macigno è la posizione de L’Aquila che pare anche in questa stagione averci tolto definitivamente di mezzo, come previsto fin dalla prima giornata, il problema della retrocessione. Nelle sconfitte subisce divari troppo alti, sempre. Eccellenza?

La Lazio è quinta, alla fine i conti tornano alla grande in casa dei romani, biancocelesti pronti ad insidiare le posizioni di vertice, sarà così? Lo vedremo presto, prossimo turno degli uomini di Pratichetti è a casa di Viadana, se son rose fioririano.

Poi c’èra il match di giornata, giocato sotto la pioggia e terreno vicino al pesante, ha vinto il Petrarca e non c’è niente da dire, ha messo in campo un match più coerente nel corso degli ottanta minuti, una regolarità impressionate, attacco multifase e difesa disciplinata soprattutto sui cinque metri, lì dove conta molto la testa che i numeri se li hai li hai altrimenti è tardi per farseli dare. Petrarca NeroTop di giornata.

Davanti i Neri hanno avuto un Viadana bello, pulito e concreto soprattutto nelle fasi statiche, in vantaggio nella ordinata e spesso anche sugli impatti, ha costruito moltissimo scavalcando la linea del vantaggio con buona tecnica prima che con la forza, ha perso la battaglia soprattutto sulla disciplina e sulla velocità di esecuzione. La differenza i petrarchini l’hanno messa in campo soprattutto sui trequarti, ottimo Bellini che ha portato vero scompiglio nei reparti arretrati mantovani, sicuro  Menniti Ippolito, davvero incisivo Rossi e poi c’è Favaro che prima o poi qualcuno lo vedrà e allora…. . Lo hanno già visto tutti invece il numero due Ferraro: chirurgico, preciso, a volte fin troppo “impetuoso”.

Viadana aveva dalla sua un McKinley davvero multi-tasking, dall’altra parte l’altro numero dieci Nikora ha fatto altrettanto ma l’irlandese ha dato davvero prova di come si porta a spasso una partita, con lui Viadana ha messo in campo un ottimo Du Plessis e poi l’estremo Apperley preciso anche se non ridondante oggi,  ottimo apporto da Filippo Gerosa, seconda linea classe ’91. Troppo falloso Andrea Denti.

Una bella partita, giocata molto alla mano dove il placcaggio è stato una chiave importante, il petrarchino Ed Gover man of the match non a caso; una partita che in genere ha ricordato come lo scopo della difesa e dell’attacco sia lo stesso: fare meta. Questo elemento base del nostro sport si è ritrovato, finalmente, in questo match che ha anche visto due squadre cucire bene la difesa avanzante con il gioco sul punto di incontro, due buone difese sul gioco veloce, un Viadana che si muoveva di più sui primi otto ed il Petrarca che muoveva in maniera esemplare la rolling maul.

Impossibile non fare altre due segnalazioni in un match in cui le due squadre hanno avuto una buona coralità, decisamente meglio in questo però il Petrarca, che ha però lasciato emergere alcune talentuosità: lato Viadana il tallonatore Giovanni Scalvi, classe ’92, regge il suo ruolo con sicurezza, rimesse laterali quasi perfette, forse qualche placcaggio…. però molto bene; Luca Nostran, terza linea petrarchina classe ’93, la crescita rispetto alla scorsa stagione è palese, roccioso, il suo movimento è spesso una “opportunità” per i suoi compagni.

Petrarca primo in classifica, ambiente alle stelle per la eccellente leadership, a Padova nessuno sogna ma la soddisfazione è tanta, soprattutto per la qualità di gioco raggiunta, Cavinato ha portato una sorta di equilibrio in campo legato ad un principio di continuità del gioco che fa anche spettacolo. Petrarca primo ma il coinquilino si chiama Calvisano e non è cosa da poco, i giovani petrarchini hanno già nella prossima giornata la prima grande prova di maturità da Over the Top, vanno a Mogliano: la bestia nera dei Neri. Sarà una grande partita.

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