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La società Rugby San Donà comunica che, a seguito di un inizio di campionato della prima squadra non corrispondente alle aspettative, con lo scopo di ridare energia e nuove motivazioni, ha deciso di anticipare un nuovo ciclo di lavoro affidando l’incarico della direzione e conduzione tecnica della prima squadra a Zane Ansell, ….. Jason Wright, da undici anni a San Donà e da 8 anni capo allenatore della prima squadra, portata dalla serie A all’Eccellenza, passa al nuovo incarico societario di Direttore tecnico del settore giovanile.

Il comunicato del San Donà è tutt’altro che scarno, racconta e dice, si dilunga anche in mezze verità: una frase come “ha deciso di anticipare un nuovo ciclo”  è stata inventata apposta per fare quel mestiere lì. .

Non è usanza ovale esonerare un allenatore, per tanti motivi. Togliamo subito dal campo le motivazioni di tipo “etico”, nessuno di noi è certo di meritarsi l’aureola, neanche a San Donà ce l’hanno e sono identici a tutti gli altri.

L’esonero dell’allenatore è una usanza tutta calcistica ed anche molto italiana, per questo qui si è deciso di dare spazio a questa mossa inconsueta accaduta nel nostro rugby.

Un interessante Rapporto del 2012 edito dal Settore Tecnico FIGC di Coverciano sull’esonero degli allenatori riportava anche questa visione sull’esonero del tecnico:” l’esonero è un atto di viltà con la quale la società colpisce l’anello più debole del sistema distogliendo l’attenzione delle proprie mancanze e inefficienze …..l’esonero è un fallimento . fallimento di un progetto che non si è voluto difendere. Fallimento di una pianificazione cui non si è dato tempo di attuarsi.”

Per San Donà c’è anche da sottolineare una cosa che può avere due pesi diversissimi a seconda dell’angolo da cui la si vuole guardare: il San Donà ha esonerato l’allenatore ma la squadra non correva alcun rischio sportivo, non era assolutamente, ad esempio, a rischio retrocessione. Si poteva aspettare ancora sei mesi, specialmente dopo 11 anni?

Quest’ultima domanda porta al primo quesito interessante da sviluppare anche se brevemente: perchè si arriva all’esonero? Lo stesso Rapporto di cui sopra sintetizza le motivazioni così: 1) perchè non si possono cambiare tutti i giocatori…2) perchè il Direttore Sportivo non dirà mai di avere sbagliato qualcosa… 3) perché tante volte una scossa a livello psicologico può fare la differenza… 4) perché nonostante la consapevolezza che gli errori siano di molti la piazza spinge… . Ora fra queste motivazioni dettate dai massimi esperti di “esoneri dell’allenatore”, ovvero quelli del calcio italiano, il Rugby San Donà può cercare la propria motivazione e poi notare che nemmeno una rientra nei principi o nelle soluzioni di solito comunemente condivise nel nostro sport. Ecco perchè ci si stupisce di aver visto un esonero del Coach nel nostro Campionato di Rugby Eccellenza.

Stupiti e non scandalizzati, forse un po’ amareggiati ma non indignati, ll clima è ancora buono da noi ovali, la competitività a livelli alti ma sereni, un esonero non fa certo testo ed è la classica eccezione che conferma la regola. Può succedere. Male sarebbe diventasse un vezzo anche del nostro sport che qualche volta in effetti viene sorpreso a scimmiottare il calcio.

L’ultima riflessione è per San Donà che ultimamente si distingue per scelte assolute e molto radicali, insomma il Piave non mormora più, urla. Chissà cosa accade.

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