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Conrad Smith, per lui nel Top14 c’è Pau

La battuta ci sta: i francesi riciclano il nero. Niente a che fare con questo spazio web ma di ben altro, più rinomato e pregiato “nero” si parla, dei Campioni del Mondo in persona che, smessa la maglia All Blacks si stanno accasando definitivamente nel massimo Campionato francese, il TOP14, per compiere lì le ultime gesta della loro carriera.

Bellissimo e super-bellissimo” diranno molti affascinati dall’idea di poter avere così vicine le gesta di Dan CarterMa’a Nonu e Conrad Smith, altri diranno “viva la grande Francia del rugby, ah se non ci fossero loro, lunga vita a Racing 92. Tolone e Pau“, ovvero le tre destinazioni dei super-campioni. Tutti contenti e tutti felici che il Sud del mondo magnifichi l’Europa con la sua massima espressione ovale ma sarebbe più corretto dire “continui a magnificare” perchè, in particolare le squadre francesi, sono piene di grandi campioni sudafricani e neozelandesi prevalentemente a fine carriera.

Piaccia o no questo pregiato arrivo è uno dei tanti strascichi del pesante insuccesso europeo all’ultimo Mondiale. Detto e ripetuto per una volta ci si ferma solo a ricordare come le due grandi sconfitte da RWC2015 siano state proprio Inghilterra e Francia. La prima avrà per la prima volta nella sua storia un Coach non inglese per la sua Nazionale e, pensate un po’, nemmeno europeo. La seconda ha il miglior campionato europeo solo perchè pieno di gente del sud del mondo ed ora non può fare altro che confermare questa tendenza, se vuole tenere il livello alto, perchè al suo interno, come si è visto ai Mondiali, sta crescendo ben poco. Va detto inoltre che il campionato francese è ricchissimo, il più ricco,  con budget impossibili anche e soprattutto per il sud del mondo e adesso abbiamo detto tutto.

E’ la Francia che ai Mondiali fa la figura barbina che ha fatto, che vive il suo assetto ovale in costante tensione sia negli spogliatoi dei Bleu così come nelle stanze di Lega e federazione, è la Francia che costruisce stadi per il rugby nelle grandi città ma comincia a mostrare il grande divario con le sue periferie. E’ questa la Francia che accoglie Carter Ma’a Nonu e Smith.

L’arrivo dei tre ex-All Blacks nel campionato transalpino è solo un segno dei tempi che, piaccia o no ai magnificatori di cui sopra, per il rugby francese sono tempi bui, anzi “neri”. Forza rugby.

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