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Recita il comunicato stampa delle Fiamme Oro che “dal prossimo 28 novembre sarà a disposizione di coach Eugenio Eugenio, Troy Callander, classe 1994 …seconda linea neozelandese….  che ha disputato un Mondiale U20 con la nazionale della Felce e con all’attivo 6 presenze in ITM Cup con il Bay of Plenty Steamers, la squadra tributaria della franchigia professionistica dei Chiefs, della regione di Waikato”. Abbiamo un neozelandese che ha deciso di venire a fare il poliziotto in Italia? 

Quando ai primi di ottobre Ivan Malfatto chiese ad Andrea Cavinato per le colonne del Gazzettino quali erano i team di Eccellenza favoriti per la conquista dello scudetto il tecnico trevigiano rispose:”Stavolta sopra tutti Fiamme Oro, Rovigo e Calvisano. Le uniche tre squadre dove i giocatori sono professionisti e si allenano due volte al giorno. Nel caso della squadra della Polizia con la sicurezza del posto fisso pagato tutta la vita dallo Stato“. Niente di più vero soprattutto per le Fiamme Oro che, si sa, si configura come una “squadra di Stato” visto che i suoi soldi, materiali e mezzi provengono dalle casse e dalla dotazione del Ministero dell’Interno.

Esiste una corrente di pensiero nel rugby di vertice italiano che punta da sempre il dito contro questo team “pagato da tutti noi” che offre ai propri giocatori garanzie a vita che in tutte le altre squadre non sono oggi possibili; secondo loro non avrebbe titolo per militare o muoversi fra coloro che i soldi, come dicono loro,  li tirano fuori di tasca propria. A questa opinione da queste parti non si è mai dato credito ne si comincia oggi, anzi si è sempre stati schierati sul fronte diammetralmente opposto ed oggi non si cambia barricata ma la delusione è tanta che diventa indignazione. Vediamo perchè.

Se  in Italia non esistessero le Fiamme Oro o team di questo tipo (pensiamo alle Fiamme Gialle o al Centro Sportivo Carabinieri)  moltissimi dei campioni che da sempre vestono l’Italia di medaglie in moltissime discipline non sarebbero esistiti. Ringraziamo quindi fin d’ora per il fatto che le Fiamme Oro esistano e siamo grati del fatto che mantengano un proprio team anche nel rugby oltre a varie altre discipline come: atletica leggera, tuffi, pugilato, pattinaggio su ghiaccio, karate, judo, lotta, canottaggio, nuoto sincronizzato, sci, tiro a segno, scherma e molte altre.

E’ chiaro come la funzione sociale delle Fiamme Oro sia il vero motivo della loro esistenza, lo Statuto dei gruppi Sportivi delle  Fiamme Oro parla apertamente di “conservazione del patrimonio sportivo nazionale” (art 1) e come scopo tra l’altro parla di “educazione, la formazione e l’addestramento,….la promozione di iniziative culturali connesse allo sport, soprattutto nelle zone che richiedono un recupero sociale… “(art 2). Tutto questo viene fatto ed anche molto bene dalla Polizia di Stato ma cosa c’entra un neozelandese potenziale futuro All Blacks con tutto questo? Niente e lo sanno anche alle Fiamme Oro Rugby ma la cosa che ci porta alla indignazione è che, a differenza del passato, evidentemente non se ne vergognano.

Nel giugno del 2014 le Fiamme Oro annunciarono l’arrivo di un sudafricano, tale Martin Thomsen ma, sapendo che la cosa era fuori scopo e provando un forte imbarazzo per cotanta assunzione camuffarono il suo arrivo come giocatore presentandolo come membro dello staff tecnico e ci raccontarono la favola:”.. infatti si unirà al settore tecnico anche il sudafricano Martin Thomsen che sarà il responsabile degli skills anche per la prima squadra…“. Tutti facemmo finta di nulla, un po’ per amore, un po’ per riconoscenza. Thomsen giocò da titolare in prima squadra come estremo e centro, non era niente di speciale, gli potevano anche risparmiare il viaggio ma tant’è.

Con l’arrivo di Thomsen le Fiamme Oro persero il primato di essere l’unica squadra di vertice nell’Italia ovale composta solo da giocatori provenienti da vivai italiani. Il sudafricano di cui sopra prese il posto di un ragazzo di Roma o di Benevento o di chissà quale altra città, un ragazzo che aveva risposto magari correttamente al Bando di Gara che le Fiamme Oro Rugby pubblicano ogni anno per poter “assumere” i propri sportivi fra le proprie fila.

Ora pare che a Ponte Galeria abbiano, come si dice lassù fra toscanacci di montagna, “preso i ciuccio“, insomma gli è piaciuta tanto questa cosa dello straniero di grido ed ecco Troy Callander annunciato in pompa magna.

Ma che ci azzecca il meraviglioso e pluri-dotato, nonchè pluri-decorato, nonchè giovanissimo Troy Callander con la funzione sociale, il Bando di Gara, la promozione dello sport? Le Fiamme Oro si sono messe a fare la conservazione del patrimonio sportivo nazionale della Nuova Zelanda?

Come è cambiato lo scopo sociale delle Fiamme Oro con questa assunzione di un prof neozelandese? Le Fiamme Oro hanno usato soldi degli sponsor, ma allora ci sono delle opzioni economiche che una volta arrivate alle Fiamme Oro possono avere destinazione diversa rispetto all’oggetto sociale del Gruppo Sportivo?

Questa decisione della Dirigenza della FFOO è, anche inserita nel contesto del rugby italiano attuale, sbagliata. Attaccarla è facile come affondare il coltello nel burro quindi, per rispetto delle medaglie di cui sopra, dei tanti ragazzi che stanno al vertice dello sport con la maglia cremisi, rugby incluso, e soprattutto per il rispetto che si deve al prezioso lavoro che i Gruppi Sportivi Fiamme Oro fanno ogni giorno per centinaia di nostri ragazzi in Italia inclusi tutti i ragazzini del bellissimo Settore Giovanile delle Fiamme Oro Rugby a Roma, ci fermiamo qui.

Le Fiamme Oro avranno le loro giustificazioni tecniche e chissà magari anche molte altre per questa scelta ma, ce la menino come vogliono, un impeachment almeno di natura morale questa volta non glielo toglie nessuno.

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