the italian farce

Zebre e Benetton perdono, non allo stesso modo ma perdono e lo fanno i parmigiani in Challenge contro Gloucester (23-10), contro Munster in Champions i trevigiani (32 – 7). Qualcuno si è lamentato perchè non è stato qui ricordato in qualche scritto recente che in Challenge Cup c’è anche Calvisano Campione d’Italia, ecco allora lo facciamo: i Campioni d’Italia ne hanno presi in casa propria 50 da Cardiff Blues che sono penultimi in classifica del Pro12 perchè ultima è Treviso, esattamente 9-50 il risultato finale. Se questo risultato fa stare meglio qualcuno…. .

Le Fiamme Oro sono andate a vincere in Belgio contro tale Royal Kituro 24 -6 per la Qualification Cup, la coppa fantasma di cui abbiamo già detto a lungo, Anche Rovigo vince ( 29 – 19 ) contro i portoghesi del Grupo Desportivo Dereito.

Eccole qui messe in fila, due facce della stessa medaglia, pericolosissime da guardare insieme, perchè, ahi noi, il rischio è che siano una la soluzione dell’altra. Vediamo il perchè.

Qualche giorno fa dal web è rimbalzato il commento di Liam Heagney sull’Irish Daily Mail. Il giornalista della terra verde ci indicava come la “farsa italiana” e etichettava come “parole di facciata” le parole di rispetto che il Coach del Munster aveva dedicato a Benetton Treviso nel suo pre-view del match di cui sopra. Heagley ci teneva a far notare che il Munster non aveva nulla da temere da una squadra italiana e citava una serie di numeri che evidenziano il fallimento italiano nelle coppe europee e nel Pro12. Il giornalista iralandese raccontava anche come le squadre italiane militino in ogni coppa europea solo per accordo politico e come queste di fatto “rubino” il posto ad altre squadre meglio attrezzate tecnicamente. Nel suo articolo Haegley fa un lungo e realistico elenco di tutte le nostre debolezze e ci dice infine che una situazione così non potrà durare per sempre, che le italiane in Coppa prima o poi ci dovranno arrivare non per posto fisso ma per merito e per conclamata capacità.

E’ il solito attacco al rugby italiano? No, questa volta è qualcosa di più, Liam Heagney sembra quasi accettare la presenza italiana come un male necessario ma, questo è il punto, ne evidenzia la temporaneità.

Ecco allora spuntare in fondo al tunnel il pericolo che la Qualification Cup sia il nostro cavallo di troia, perchè noi con belgi, portoghesi, magari anche rumeni e spagnoli vinciamo pure ma più in là non andiamo.

In tanti premono per la nostra uscita dal rugby che conta, per il Sei Nazioni la cosa non è possibile ma per il mondo dei club la cosa è già accaduta, la nascita di EPCR ha dato un taglio netto alla presenza italiana nelle coppe ed i risultati del resto davano drammaticamente ragione a loro. Abbiamo accettato di scendere dal piedistallo del Sei Nazioni e sposare Belgio, Portogallo ed altri simili,  qualcuno ora forse sta già facendo un pensierino serio per recuperare a spese delle italiane un posto in Champions Cup e magari anche uno dei due che abbiamo oggi in Challenge. Ecco come entra in scena il genio di Ulisse ovvero la Qualification Cup.

Il qualcuno di cui sopra potrebbe relegare l’Italia in questa coppetta mezza finta e chissà magari qualcuno lo pensa già anche in Italia. Una Qualification Cup dove gli altri europei ci mandano due scozzesi di seconda fascia ed un paio di francesi di terza , forse una inglese, poi georgiani e rumeni ed il gioco è fatto?

Ecco perchè forse la sconfitta peggiore è stata proprio accettare la Qualification Cup, anzi cosa peggiore è stato anche organizzarla, visto che il nostro Presidente Federale se ne fa pure gran merito.

Perderemo il posto nelle due grandi competizioni europee per club? Il pericolo c’è e del resto una FIR che osteggia i club invece di farli crescere non può puntare ad alcun risultato in quel campo e gli amici di  Liam Heagney purtroppo queste cose già le sanno.

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