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Eccola qui la nostra Italia, bella e splendente come il sole che la bacia in questa torrida estate, eccola qui facile e sciallata come il debito pubblico della Germania, eccola la nostra Italia che è sempre un po’ in vacanza, l’Italia luminosa nel suo provincialismo edulcorato dalle buone maniere. Splende ad Exeter questa Italia così odiata da Merkel e Sarkozy, sopportata da Hollande, Tsipras ha provato a copiare: bocciato. Il rappresentante ovale del giorno di questa Italia, profugo a nostre spese in terra di Albione, è Orazio Arancio, capo della Nazionale di Rugby Seven italiana.

Scintilla ad Exeter l’Italia del Seven che affonda sotto i colpi di mezza Europa, arriva decima, delude; Orazio Arancio, poche ore dopo la debacle italica, si piomba su Facebook e fa grande l’Italia. E’ un attimo, un colpo di genio, l’Arancio è già in festa da un po’ quando scrive il primo dei due post soleggiati.

Sul social più famoso del mondo splende il primo post dell’Orazio dove lui fa i complimenti alla Francia Seven, un post che è capolavoro del miglior manicheismo da fair play, uno choch anafilattico di buonismo. Ci dice il nostro Capo del Seven che “La Francia con la sedicesima vittoria consecutiva dall’inizio del torneo si è qualificata alle Olimpiadi di Rio 2016 ….Congratulazioni ai nostri “cugini” francesi per il traguardo appena raggiunto“.

Abbiamo i cugini che vincono e non importa di che grado siano, oggi, per lo splendente sole dell’Italia azzoppata del Seven, quelli sono pure cugini e va bene così che poi magari scopriamo che il Sudafrica ci è zio e la Nuova Zelanda sorella di secondo letto. Adesso la festa può cominciare.

Il secondo post su Facebook da Exeter del Capo del Seven della FIR, poche ore dopo lo sbaraglio del Seven italiano, è il capolavoro dell’italiano in giro per il mondo, Alberto Sordi ci ha fatto decine film, Arancio lo fa con una foto, un suo selfie con Rob Andrew e Jason Leonard e ci racconta “ Perché amo il rugby? Perché in qualsiasi momento può trovarti a fare lo scemo con due ex avversari come… ” e via con i nomi di cui sopra. Fare lo scemo? In un momento del genere è un must!  L’Orazio sta a festeggiare, si compiace che non ha solo cugini che vincono ma pure amici che comandano perchè il Jason di cui sopra è il capo del rugby inglese. Meglio di così che volevate? Fare bella figura con il Seven? Splende il sole su Exeter.

Drammatici ed esagerati. ecco cosa siete tutti voi che, davanti alla brutta figura rimediata dalla nostra Nazionale Seven, vi siete stracciati vesti e grembiulini della domenica, vi siete adombrati, vi siete chinati sulle pagine non sgualcibili del vostro tablet ed avete pronunciato la vostra sconsolata ed a tratti irriverente disperazione. Siete gente senza sole, senza amici, senza cugini.

Il capo della Nazionale Seven in Italia è Orazio Arancio, ex del quindici, siciliano, grande campione sui campi di gioco ed ora dirigente FIR in virtù della sua inclinazione gavazziana cosa che in Italia oggi come oggi fa più curriculum  di trentaquattro caps nella Nazionale maggiore.

Orazio è felice ed ama il rugby ed ora sappiamo tutti il perchè. Lo preferiamo tutti così, felice e sorridente come nella foto con Andrew&Jason dopo gli insuccessi di Exeter che non quando serio e compito ha rilasciato quella  intervista a Rugby 1823 nel 2013; allora esponeva il suo progetto Seven e diceva ” …creare entro due anni un circuito di rugby seven in Italia…..quello che è fondamentale è creare una cultura di rugby a sette, farlo conoscere e giocare. Far entrare il seven nell’Università … creare, poi, un circuito nazionale, con diverse tappe… in modo strutturato, non a spot….creare delle selezioni territoriali… si sta creando anche la struttura dei tecnici che girerebbero le Accademie per far conoscere e insegnare il rugby seven…. la parola chiave è progettualità….l’importante, adesso, è la collaborazione con i club ”  

I senza-cugini chiederebbero ora che cosa è accaduto di tutto questo progetto dell’Arancio in questi due anni e quali sono i frutti, poco o nulla? E allora? Uffa, siete i soliti invidiosi, fatevi un giro a Capalbio, fatevi una foto con Paolo Bonolis o un altro vip a caso, piazzatevela sul comodino e smettetela di rosicare.

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4 Comments to: IL SEVEN AFFONDA. ARANCIO: E’ QUI LA FESTA?

  1. mah

    luglio 15th, 2015

    E’ da una vita, che sostengo che il seven, non è altro che un’agenzia viaggi premio. Dove, i premi manco vengono distribuiti bene, e nessuno chiede il conto all’elargitore..(di premi)

  2. luglio 15th, 2015

    Rileggo l’intervista del 2013. Mentre la leggo penso che concordo su questa visione del seven e della situazione italiana. Fino all’ultima domanda, a cui risponde “L’idea è quella di identificare a inizio stagione un gruppo di 20 giocatori […] in modo di averli a disposizione nei tornei internazionali e per degli allenamenti specifici”.
    Ovvero lo stesso modus operandi della nazionale maggiore (curo l’elite impoverendo la base).

  3. antoniozambonelli

    luglio 17th, 2015

    Ho letto attentamente la sua opinione sul comportamento di Orazio Arancio relativo all’attività Seven, condivido pienamente il suo scritto. Io avevo supportato, esponendomi in prima persona, le pseudo qualità organizzatrici, ma fortunatamente mi sono ricreduto. Le consiglio, però, di evitare valutazioni regionalistiche, io mi vanto di essere siciliano perché con i pochi mezzi a nostra disposizione abbiamo creato quello che voi ottenete più facilmente. Per presentarmi, io sono una delle memorie storiche del rugby siciliano.

    • luglio 17th, 2015

      Sig. Zambonelli La ringrazio per la sua attenzione e ne sono sinceramente lusingato.
      Il pezzo non contiene alcuna “valutazione regionalistica”, ne è totalmente scevro.

      Resto il fatto che, anche un domani volessi/dovessi scrivere un pezzo contenente alcune valutazioni regionalistiche non mi esimerei dal farlo, questo semplicemente perchè provo a non appartenere alla schiera di quelli che si adeguano ai comportamenti “politically correct” che ci vuole imporre il costume dell’appiattimento e della filosofia del “tuttigualietuttibuoni” che aleggia in questa Italia disperata. Ci provo e ci tento, poi non ci riesco ma almeno ci provo. In sintesi: chi ha la coda di paglia se la tenga.

      Viva la Sicilia, viva il Veneto, viva la Toscana !