703582_7487cc647bd21c53493e9188ce2e357b

Eppure pare tutto così piatto, arrivano i Mondiali  e la nostra Italia si raduna e gioca test match con team europei del Sei Nazioni (Scozia e Galles) poi partirà per l’Inghilterra, circa l’11 di Settembre e buona fortuna. Pathos a livello zero, advertising incartato, c’è stato cento volte più furore in passato nella preparazione dell’arrivo di qualche Test Match scalcagnato che non per questi Mondiali.

Certo non gioca a favore il fatto che le partite saranno tutte su SKY il quale ha celebrato l’evento con lo slogan “Il rugby torna a casa” che la dice lunga sulla poca amicizia fra il canale satellitare in versione italiana e la FIR. La Federazione del resto, proprio in queste settimane, per tutta risposta, con il solito stile da baruffante che ha in questi anni, ha consegnato alla tv di Discovery DMAX le partite della Nazionale per i prossimi anni.

Un Mondiale è un evento gigantesco, una cosa così di solito è una splendida occasione per fare un lancio di brand, in questo caso promuovere il proprio sport, per colpire nel segno il cuore di tanti, in termini di marketing preparare qualcosa di insolito per attrarre nuova linfa, coinvolgere e far vivere l’evento a più gente possibile. Questo scenario dovrebbe essere tipico soprattutto per un paese come il nostro dove ogni occasione minima dovrebbe essere motivo di promozione per la palla ovale con eventi collaterali a bizzeffe. Pare proprio non sia così, del resto se non c’è aderenza con la tv che trasmette un evento è chiaro che non sai come promuoverlo.

Il Sudafrica gioca una partita di preparazione con “Il Resto del Mondo”, gli inglesi volano per la continuazione della loro preparazione addirittura a Denver, la Nuova Zelanda ha giocato finalmente un test match nelle isole del Pacifico e va per la prima volta a Samoa, in Francia c’è talmente tanto movimento che il Presidente del Tolone, al quale viene ansia quando non è al centro della scena, sta facendo rivelazioni pazzesche sul suo team  per rubare un po’ di spazio a quelli in blu. Un esempio? “Every voice counts è una delle campagne inglesi che la RFU ha messo in piazza per sostenere la propria squadra ed il Mondiale. Bella idea, talmente bella che sembra pensata da un italiano.

E’ almeno strano che in un paese come l’Italia, principessa Mondiale per la creatività, per questo Mondiale che andiamo a giocare a due ore di aereo da Milano il livello di intervento nell’immaginario collettivo sia zero. Nello stesso modo, va detto, nemmeno la maglia del Mondiale ha una sua attrattiva, solita cosa, poca fantasia anche per quella.

Passionalità ed emozione a livello quasi-zero in Italia per la trasferta Mondiale, speriamo venir ricompensati proprio a Londra e dintorni. Ci contiamo.

.