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Bernard Lapasset a capo della World Rugby

Un team neozelandese ha vinto il Super XV, ancora una volta, la tredicesima su venti edizioni, certo la battaglia finale era fra due franchigie neozelandesi, eliminati dal gioco australiani e sudafricani il titolo se lo sono conteso Hurricanes contro Highlanders ed hanno vinto i secondi (21-14).

Un potere debordante che riporta inevitabilmente in campo la leggenda All Blacks, dominatori assoluti del rugby mondiale, dove le stesse edizioni del “The Championship” troppo spesso non danno scampo alle altre Nazionali, non parliamo poi del periodo dei Test Match che per il team tuttonero neozelandese diventa ogni giorno di più un tour promozionale e di benedizione degli sponsor.

Il rugby neozelandese è una leggenda, è il sogno di molti bimbi anche europei, è il tutto esaurito allo stadio quando passano loro, è il silenzio durante la haka, è emozione pura vederli giocare ma tutto questo al rugby potrebbe non bastare. Il rugby neozelandese comincia a soffrire di “solidtudine” e questo non fa bene al rugby.

Nell’emisfero sud qualcosa nasce, si chiama Argentina, ma non basta a coprire una certa latitanza degli altri. Quella di un Sudafrica che, avvolto ora pure dalle logiche delle “quote nere” da inserire nelle squadre, Nazionali incluse, ha davvero il fiato corto, le sue giovani stelle sono sempre di più un pacco destinato alla esportazione ed i suoi campioni più rappresentativi sono già in Europa da un pezzo. L’Australia soffre la potenza della palla ovale, da quelle parti di rugby se ne giocano, ad alti livelli, almeno tre tipi, quello a quindici, quello a tredici e quello “australiano”; le tre specialità si contendono i campioni emergenti, dopo averlo fatto con i vivai e con il pubblico,il risultato, oggi, è che la specialità dominante è quella locale, si chiama “Aussie rules” o Football Australiano. Il rugby a quindici degli Wallabies è sempre più schiacciato, a corto di soldi, con qualche scandaluccio di troppo, sempre più legato ad isolani che emigrano dal centro del Pacifico verso Sidney & Co ed in evidente crisi da mancanza di vittorie.

Visto questo, quando il gran capo del rugby mondiale Bernard Lapasset, come ben riportato da Rugby1823, ha dichiarato pochi giorni fa “Dobbiamo costruire un nuovo sistema per il rugby a quindici” a chi si riferiva? Sempre Lapasset  parla  poi di “un nuovo modello di competizioni” ammettendo che il Sei Nazioni è di gran lunga più interessante del The Chanpionship australe.

Insomma gli All Blacks non bastano più ed il problema mondiale pare essere proprio nel loro Sud del mondo, l’Europa ed il continente nord-americano garantiscono ad oggi maggiori spazi di crescita, hanno paesi emergenti in grado di raccogliere ampi spazi di popolazione e dare vita a competizioni interessanti.

Sembra strano dirlo ma …  ebbene si gli All Blacks non bastano più.

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