U turn over

A marcia indietro

Tiene sempre banco la questione di Braam Steyn terza linea del Calvisano che in gennaio ha compiuto il gesto, che forse per i religiosi della scisma gavazziano è anche peccato mortale, di firmare un contratto per continuare la sua esperienza nelle file del Benetton Treviso.

La cosa infatti, come tutti ormai sanno, è invischiata in una norma federale approvata a primavera inoltrata che prevede un compenso al team di origine per spostamenti come quello di Steyn, insomma per spostare uno come Braam alle Zebre o alla Benetton queste ultime devono pagare. La cosa però originale è che Calvisano pretende la norma sia applicata in maniera retroattiva, vuole dalla Benetton € 20.000 per Steyn, vuole quei soldi anche se il suo contratto con loro scade il 30 giugno ed il sudafricano diventa celtico il primo luglio, vuole quei soldi anche se il contratto fra il suo terza linea e la Benetton è stato firmato quando la norma non esisteva.

Se Calvisano vuole i soldi state certi che c’è qualcuno in Federazione pronto a dargli ragione o a dargliene almeno un po’ anche quando non ne avesse. Dopo anni di faziosità e di palesi violazioni di ogni codice di buon comportamento da parte della FIR e del suo Presidente, il calvino Alfredo Gavazzi, su queste tipo di cose è finito da mo’ il tempo del dubbio.

La questione se Treviso debba quei soldi a Calvisano pare chiara: non glieli deve. Fosse diversamente toccherebbe inserire la marcia indietro per una norma federale ed allora per la FIR sarebbe dura spiegare perchè per questa norma si deve andare a ritroso e per altre no. Non solo. Se passa il principio che una franchigia federale paga per un giocatore straniero senza contratto e la motivazione è ” la formazione” dello stesso impartita dall’ultimo club di appartenenza, come dice la norma, cosa dovremmo dire di tutti gli altri club di Eccellenza che si sono svenati in questi anni di Pro12 per passare ai due team celtici giocatori provenienti direttamente dal proprio vivaio? Alcuni potrebbero vivere di rendita.

Cosa significa allora “formazione”? Se si paga per la formazione di Steyn allora quanto deve la FIR a tutti i club dai quali espianta i giovanotti che passano alle Accademie? E quando poi questi giovanotti vanno in Eccellenza? E quando vanno in Pro12? Insomma il club che li ha davvero formati, che li ha intercettati e li ha fatto amare questo sport che cosa prendono?  Se si paga per Steyn per motivi di “formazione”, cosa che rappresenta una vera estensione, allora quanto ed a che livello è esteso questo concetto?

Se Treviso paga Calvisano per Steyn i club di mezza Italia potrebbero opporre eccezioni e ricorsi di tutti i tipi contro la FIR per la retrodatazione della norma e di tutte le altre norme. Potrebbero chiedere estensione del concetto di “formazione”. La cosa farebbe molta confusione ma evidentemente non di più di quanta ce ne sia già in FIR.

Insomma la serie di esempi fatti qui sopra, alcuni volutamente anomali, cuce perfettamente non la questione di Steyn ma la inadeguatezza della norma scritta dalla FIR, una norma approssimativa, approvata con pochissima lungimiranza, con la solita vista corta di chi non vede oltre un cortile. Il proprio.

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