Sergio-Parisse

Sergio Parisse

Alla fine lui vince ed anche tanto, Sergio Francesco Antonio Parisse  l’eroe azzurro venuto da La Plata ha vinto con il suo Stade Francais il Campionato francese, forse il campionato più importante del mondo, sicuramente il più ricco.

Svanisce così ancora una volta, che di vittorie il Sergio anche in Francia aveva fame, la favola dell‘eroe bravo ma perdente, del Capitano che non alza mai la coppa.  Vince la squadra ovale parigina un match tirato, una finale dura contro il quotatissimo Clermont. Vince la squadra di Parigi ed anche lei scaccia fantasmi, certifica un progetto globale di rifondazione che è partito solo pochi anni fa, abbatte per una volta in maniera definitiva la concorrenza interna del Racing, altro team parigino di grandi ambizioni, porta nel nord della Francia un titolo che è giocato prevalentemente al sud.

Sergio Parisse di questa vittoria è il Capitano, lo è dello Stade come della nostra Italia, ha giocato per il team francese una serie finale ad altissimo livello ed a noi, fra un match e l’altro, ci ha lasciato una dichiarazione comprensibile: forse questo mondiale sarà l’ultima esperienza con la maglia azzurra, la sua corsa in biancorossoverde si potrebbe chiudere fra settembre ed ottobre di quest’anno.

Sergio Parisse ha quasi trentadue anni, oggi è Campione di Francia, è il Capitano dei Campioni di Francia ma non sa se passerà i quarti ai Mondiali, anzi, diciamo la verità, non c’è nessuno che sia davvero pronto a scommetterci che la cosa possa verificarsi. Il punto per lui non è certo questo, se smetterà con l’Azzurro sarà solo per poter dosare meglio le forze, alla sua età per durare ancora un po’ in uno sport duro come il rugby bisogna sapersi gestire.

Tutti in Italia vanno orgogliosi di quel titolo vinto da Parisse con il suo Stade  ed è bello sia così ma costringe ad ammettere che c’è una vena molto triste in tutto questo. Il pubblico italiano è sempre più costretto a vivere delle stupende gesta dei suoi beniamini in azzurro guardando all’estero, non c’è niente da festeggiare fra Benetton e Zebre, c’è poco da festeggiare in Azzurro. La passione ovale italiana resiste anche in questo titolo vinto sull’antipaticissimo suolo (ovale) francese la cosa non può essere un viatico corretto alla crescita del nostro sport in Italia e soprattutto non si sa per quanto potrà durare una cosa così.

Paris est champion de France, così titolano i media transalpini, ha vinto Parigi, mica Roma, Ancona, Parma, Padova, Milano o Treviso, peccato sia solo così ma per questa volta va bene lo stesso. Grazie Sergio Parisse.

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