MAMMA ARRIVANO I RUSSI

Ancora sulla Challenge Cup che verrà perchè una novità c’è davvero e si chiama Enisei-STM , sarà il primo club russo nella storia che giocherà in una delle due massime coppe europee di rugby, l’anno prossimo, la Challenge appunto.

Enisei-STM è una delle due squadre di rugby di  Krasnoyarsk città russa di circa un milione di abitanti, capitale dell’omonimo distretto che si trova nella Siberia centrale a circa 4.200 km da Mosca, più di quattro ore in aereo dalla Capitale, oltre due giorni in treno. Leggere in giro, saltando l’ostico cirillico, le potenzialità di questa squadra ed in genere del rugby siberiano fa venire i brividi; Enisei-STM avrebbe, ad esempio, un budget di spesa doppio di quello di un ottimo club di Eccellenza italiano, è campione in carica nel campionato russo, titolo strappato ai super-rivali del Krasnyj Jar, fornisce ben dieci dei suoi giocatori alla Nazionale russa. Ha ottenuto il diritto di partecipazione alla Challenge Cup battendo una squadra rumena.

Insomma viene normale pensare che il prossimo anno i risultati del Calvisano, che proprio nello stesso scorso fine settimana ha ottenuto di partecipare alla prossima Challenge battendo Rovigo, verranno paragonati a quelli di questo Enisei-STM, insomma il rugby italiano andrà sotto una nuova lente di ingrandimento, un nuovo punto di osservazione e soprattutto comparazione dal quale gli anglo-sassoni lanceranno le loro frecciate contro il nostro rugby, dal quale la World Rugby  potrà valutare i risultati dei consistenti investimenti economici che versa ogni anno in Italia.

La Russia, il Giappone, l’Argentina, la Georgia, ai prossimi Mondiali ci sarà  pure l’Uruguay: questi alcuni dei “nuovi” territori del rugby che molto stanno investendo nell’ovale e molto stanno raccogliendo.

Più avanti di tutti l’Argentina che con la partecipazione al Championship, il four nations del Sud, in pochi anni ha ottenuto progressi incredibili ed adesso si muove verso la partecipazione al grande campionato per club del sud del mondo a partire dal 2016. La sua Nazionale è ottava nel ranking mondiale.

Il Giappone è più indietro ma anche lui si muove in ottica Sud, la sua Nazionale ha già battuto in maniera perentoria la nostra Nazionale  è undicesimo nel ranking, ha un campionato pieno di “pacifici” che cresce con gran velocità, ospiterà i nostri Mondiali di Rugby nella edizione successiva a quella inglese imminente, nel 2019.

I russi stanno al diciannovesimo posto nel ranking, ricordiamo che l’Italia è al quindicesimo, e stanno erodendo terreno in ottica europea, vista la posizione di grande ritardo in cui noi italici ci siamo messi loro sono i nostri primi concorrenti  e questa partecipazione alla Challenge è, per loro, un grande passo avanti.

Il rugby si muove, ci sono i cosiddetti “paesi emergenti” che spingono, noi non lo siamo più da tempo ma facciamo finta di esserlo ancora. Beata l’inconsapevole spensieratezza.

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