ROSSO

Male la Nazionale, come se non bastasse però anche pessime le franchigie del Pro12 escluse senza appello e senza alcuna chanche dalle Coppe europee, ultime nel proprio campionato con un divario impressionate dalle altre. Questo è solo la punta di una incessante progressione di sconfitte, la federazione del rugby non era mai arrivata a livelli così bassi.

Adesso ci si è messo pure Parisse, il Capitano della Nazionale, che qualche giorno fa in una intervista a Midi Olimpique ha dichiarato:” A lungo termine va però sviluppato un campionato italiano di buon livello per aumentare il numero di giocatori selezionabili. Non voglio mentire, oggi l’Eccellenza è di un livello mediocre”. Insomma neanche al compostissimo e federalissimo Parisse va a genio la scardinatura dei club da parte della federazione, neanche per lui sono le proliferanti Accademie la soluzione al flop del rugby italiano di vertice, ci vuole un Campionato forte, che selezioni e scelga.

Il Capitano è solo l’ultimo di tanti, anche Nazionali, che rilascia dichiarazioni in questo senso, che chiedono la ripartenza di un Campionato italiano davvero di alto livello ma la cosa non si sposa con la “nazionalizzazione del rugby” attuata dalla Federazione, un progetto folle ed iper-accentratore che ha già decretato la esclusione dei club dal processo di crescita del movimento, la emarginazione di tutti coloro che non si sono arresi al sistema delle Nazionali e delle Accademie, la progressiva messa in crisi ed il tentativo di spegnimento di ogni livello di attività non direttamente e totalmente controllabile dal vertice. Arbitri inclusi.

Oltre alla Nazionale la FIR è impegnata economicamente nella gestione di due franchigie che le costano più di otto milioni l’anno, un sistema Accademie che spende altri quattro milioni e forse di più, una gestione faraonica che in questi giorni si è fatta pure immobiliare con l’acquisto del Palazzo in Centro a Roma per la propria nuova sede. E poi, scusate l’insistenza, si vuole sempre sapere con quale delibera federale è stato pagato il campo in sintetico di Calvisano, anche i cadeau vanno a note spese.

Il Campionato di Eccellenza, abbattuto e ridotto all’osso dalla politica della Federazione, non ha possibilità di rialzarsi da solo e, anche qualcuno avesse delle risorse non ha certo intenzione di investirle in colui che lo ha costretto ai minimi termini. La FIR però ha il bilancio in rosso, per la prima volta da tantissimi anni è KO pure nei conti.

Come far ripartire il massimo Campionato italiano? La FIR è incastrata nella sua inefficienza e nel suo sistema clientelare, con il bilancio in negativo è di fatto senza risorse da spendere per rianimare ciò che ha soffocato, a meno che non inizi a rimangiarsi buona parte delle sue scelte scellerate. Il momento è molto più che delicato, è davvero cruciale, perchè in quelle inefficienze, in quel sistema vuoto di risultati, in quel bilancio in rosso, ci siamo incastrati tutti.

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One Comment to: INCASTRATO NEL BILANCIO IN ROSSO

  1. Ben Zerbinati

    aprile 13th, 2015

    Ciao Stefano, è la prima volta che commento sul tuo sito che seguo sempre con interesse.
    Sono veramente d’accordo con questo articolo.
    Personalmente seguo con passione il campionato di eccellenza e mi diverto molto ogni sabato.
    Ho grandi difficoltà invece a seguire la Nazionale: sono tutti giocatori che non vedo mai giocare, mi sento scollegato.
    Capisco solo teoricamente il Pro12, ma scollega molto il rugby italiano giocato, dall’assurda ipernazionalizzazione. Non capisco come si possa sviluppare il rugby italiano in questo modo.
    Lascio volentieri le bruttissime partite del 6 nazioni alla televisione, alla pubblicità, alle sconfitte ormai neanche tanto più dignitose e a chi se le guarda dal divano di casa. Io preferisco prendere la sciarpa e andare allo stadio a vedere il rugby vero. Perché non sono quei 15 giocatori della nazionale iperpompati, qualcuno italiano e altri presi un po’ a giro per il mondo, che rappresentano veramente il rugby italiano. Il rugby italiano sono i campionati e le partite che si giocano ogni settimana per tutto il paese. Dove devono nascere e crescere i nuovi giocatori.