galles

Il canto iniziale degli inni prima di un match internazionale rappresenta uno dei momenti di maggior pathos e di grande emozione del nostro rugby. In sintonia con CARIPARMA ed in appoggio alla iniziativa “Canta l’Inno con la Nazionale” che lo sponsor degli Azzurri ha promosso, Il Nero Il Rugby vi propone una serie di appuntamenti dedicati agli Inni del Sei Nazioni. Oggi tocca alla “vecchia terra dei padri”, inno del Galles. 


Ah questa poi ! Tutta colpa di una haka!

“La vecchia terra dei padri”, in inglese più sinteticamente “Land of my Fathers”, è conosciuto come l’inno del popolo del Galles, quella penisola affascinante fatta di verde, montagna, scoglio e miniere che è stata una delle quattro “nation” costitutive del Regno Unito. Il Galles ha una sua lingua, un ceppo celtico chiamato “Cymraeg” , parlato e difeso dalla popolazione, poco più di tre milioni di abitanti, con divorante passione al punto che è insegnato nelle scuole e parlato abitualmente nei consessi pubblici. Per questo motivo la dolcissima musica che rappresenta il Galles da nessuno è citata in inglese ma bensì con il suo titolo originario di Hen Wlad Fy Nhadau, ovvero l’esatta dicitura in “gallese”. 

Il motivo è stato scritto, ovviamente in gallese, dalla famiglia James nel 1856, il babbo Evans James ha scritto le parole mentre il figlio James James (genitori spiritosi) ci ha messo la musica, un’aria molto bella dentro la quale scorre veramente il sangue dei figli del Galles,talmente sentita dalla popolazione che le pagine della prima stesura dell’opera dei James sono conservate nella Biblioteca Nazionale del Galles. Le parole richiamano in maniera accorata la fedeltà alla propria Patria intesa come ambiente vivo fatto dei suoi ruscelli, dei fiumi e delle sue valli, del canto della tradizione dei bardi antichi, della difesa della tradizione e sopra a tutto della sua lingua che è l’elemento centrale di unità del mondo gallese. “Patria, patria, sono fedele alla mia patria, il mare fa muro per il mio paese puro e  amato, e che sopravviva la vecchia lingua” dice il ritornello e più avanti ancora quando il testo richiama a possibili minacce esterne non ne fa, a differenza di altri inni, un problema “militare” o guerriero ma proclama ” La vecchia lingua dei gallesi continuerà a vivere come sempre…”. L’inno del Galles è affascinante non solo nella sua esecuzione musicale, veramente da brividi, ma prima di tutto per il suo testo che richiama l’ineluttabilità del Galles, la sua assoluta proiezione nel futuro qualunque sia l’evento che possa turbarlo, l’inno del Galles parla di un popolo unito a prescindere da guerre o dominazioni, da bandiere o minacce esterne, perchè richiama  la sua unità alla sua storia ed al suo cammino insieme. Forse è per questo che i gallesi sono stati nella storia gli avversari degli inglesi meno “turbolenti”ma sicuramente i più convinti.

La particolarità però davvero eccezionale di  Hen Wlad Fy Nhadau è che si tratta del primo inno cantato al mondo per un evento sportivo e, visto che il rugby nel Galles e davvero una religione, non poteva che essere la storia di una partita di rugby a dare questo primato.

La cosa è datata 1905, il Galles ovale è il miglior team delle isole, il team più forte del Nord del mondo e riceve in visita per un match considerato ai tempi “la partita del secolo” niente meno che i favolosi neozelandesi degli All Blacks, i più forti del Sud. In tutte le partite del tour, anche in quel 1905, quelli della New Zealand facevano anticipare lo schieramento in campo con una haka, una danza temibile e minacciosa alla quale  Tom Williams, al tempo capo della Welsh Rugby Union, voleva venisse data una risposta. Così Williams invitò il suo giocatore più rappresentativo, Teddy Morgan, ad intonare a far cantare dal pubblico Hen Wlad Fy Nhadau. L’effetto fu talmente potente che le autorità inglesi obbligarono, ogni volta che in cerimonie ufficiali e sportive si fosse cantato “la vecchia terra dei padri” a far seguire gli inglesissimi inni “God Save the Prince of Wales” e “God Save the Queen”. Obbligo cancellato dalle manifestazioni sportive solo nel 1975 ed ora anche la Regina, anche nelle cerimonie ufficiali, si inchina di fronte a Hen Wlad Fy Nhadau”.


CARIPARMA

In occasione del Torneo 6 Nazioni, il Gruppo Cariparma Crédit Agricole, main sponsor della FIR – Federazione Italiana Rugby, ha lanciato un concorso a premi su Facebook. In palio, oltre a biglietti per assistere alle partite Italia vs Francia e Italia vs Galles, anche la possibilità per 15 appassionati della palla ovale di cantare l’Inno di Mameli al fianco degli Azzurri, prima del fischio d’inizio. Il concorso ha avuto come epicentro la pagina Rugby Cariparma Crédit Agricole  e, dopo il “Dream Team” capitanato dall’aquilana Federica De Santis, che si è “esibito” prima del fischio d’inizio di Italia vs Francia, a vincere il concorso Facebook “Canta l’Inno con la Nazionale è la squadra del romano Simone Zacchini. Il “15” di Simone intonerà l’inno di Mameli al fianco dei rugbisti azzurri in occasione del prossimo match di Italia vs Galles. Il team di Simone è uno dei 200 che hanno partecipato al concorso ed allora, congratulazioni!