zebre_bianco_104272514

Qualche settimana fa il Presidente Federale ha tuonato una cosa tipo “O entro il 14 marzo da Parma mi portano i termini di acquisto delle Zebre o faccio un bando di gara e la squadra va al miglior offerente“. Fa ridere il solo pensiero che la “cordata” parmigiana si sia mossa proprio da quel giorno ma le dichiarazioni di Stefano Cantoni, consigliere federale ed emiliano, lasciano intendere proprio questo. Così proprio Cantoni si lascia andare a qualche dichiarazione sulla Gazzetta di Parma tre giorni prima della scadenza dell’ultimatum e ci dice:”Siamo a buon punto, ci manca poco per poter avere la certezza di vedere le Zebre a Parma anche in futuro“.

Il punto da raggiungere sarebbe, secondo Cantoni, l’acquisizione del Capitale sociale pari a trecentomila euro, qui il consigliere emiliano si dice soddisfatto:” Le risposte che ho avuto mi fanno essere ottimista. Quanto è stato raccolto per il momento rimane top secret ma l’obiettivo e’ molto vicino“. Su Rugby1823 poi si legge però la modalità di raccolta di questo azionariato: “Quote minime di 1000 euro per un azionariato ampio“.

Tocca allora fare maliziosamente un bel uno più uno, calcolo facile per tanti casi  ma sempre ricco di sorprese quando ci si avventura in questione in salsa “federale”. Il conto dice che essersi affidati, per la composizione del capitale sociale, al cosiddetto “azionariato popolare”  la dice lunga sulla mancanza di una leadership economica vicina allo sport in quel di Parma ed il caso Parma Calcio è già li a dimostrarlo. Non ci dovrebbe essere quindi per le Zebre un grande tutor economico, stile Benetton per intenderci, o almeno per adesso non c’è. La cosa lascia perplessi visto che c’è da gestire un aggeggio che costa quasi otto milioni l’anno.

Magari da queste parti si è duri di comprendonio ma da Parma non ci si aspettava certo ci dicessero, dopo tre anni di Zebre a Moletolo, come intendono coprire i trecentomila eurini del capitale sociale  ma semmai come sono in grado di coprire i tre milioni e mezzo di euro annuali da mettere dentro la cassa per il funzionamento del team Zebre, posto che gli altri quattro milioncini ce li mette la FIR, esattamente come per la Benetton Treviso. Il fatto stesso che tre giorni prima della scadenza dell’ultimatum si sia ancora li a contare il minimo sindacale lascia interdetti e soprattutto dubbiosi.

Da queste parti non si fa il tifo nè per Parma nè per Roma nè per Monza ma il dubbio che quella parmigiana sia tutta una sceneggiata, come riportano alcuni autorevoli bene informati, è sempre più reale. Chissà magari è tutto un giochetto preparato, il pacco è già confezionato, con tanto di rinvii e nuovi benevoli ultimatum.

I fatti però dicono che dalla città emiliana più che una ventata di ottimismo pare sia calata la nebbia dell’oblio, contare i trecentomila invece dei tre milioni è disarmante e lascia un altro tipo di dubbio: Parma non ce la fa non ce la può fare.

Qual’è il dubbio giusto? Il giorno 14 marzo è il giorno meno adatto per saperlo.

.