CARDI

Il canto iniziale degli inni prima di un match internazionale rappresenta uno dei momenti di maggior pathos e di grande emozione del nostro rugby. In sintonia con CARIPARMA ed in appoggio alla iniziativa “Canta l’Inno con la Nazionale” che lo sponsor degli Azzurri ha promosso, Il Nero Il Rugby vi propone una serie di appuntamenti dedicati agli Inni del Sei Nazioni. Oggi si canta con gli eroi di Bravehearth.


Gli scozzesi non hanno un proprio inno timbrato e certificato. Il Parlamento di Scozia è stato re-insediato dal 1999, un recente referendum ha visto i cittadini di questa bellissima porzione delle isole britanniche scegliere “libertà ed autodeterminazione” e non “indipendenza”, nessun distacco quindi dalla pur sempre odiatissima Londra e dalla sua Regina. La questione “inno” è presente con forza nella agenda fin dal 2004 quando il Parlamento scozzese prese atto di aver vinto la disputa con quello di Londra, da quell’anno la competenza per la scelta dell’inno scozzese sta ufficialmente ad Edimburgo. Nonostante questo, anche e soprattutto per non inasprire i rapporti con il potente vicino inglese, una scelta non è mai stata ufficialmente fatta.

La cosa di non avere un proprio inno ufficiale creò un pesantissimo incidente nel 1988 quando, prima di un incontro di rugby, la banda si mise a suonare, per rappresentare la Scozia, l’inglesissimo  “God save the Queen”, inno del Regno Unito di cui la Scozia fa parte; dal pubblico piovvero insulti a dismisura e si sollevarono partecipatissimi cori anti-inglesi e di dileggio contro la Regina Fu una baraonda di dimensioni tali che la federazione scozzese del rugby si sentì di certificare una usanza, tradita in quella occasione, già iniziata fin dal 1974: suonare la celebre “Flower of Scotland” come inno nazionale. Il “fiore di Scozia” è ormai l’inno scozzese, un inno voluto dal mondo dello sport perchè oltre al rugby lo ha adottato da molti anni anche la Nazionale di calcio .

Si chiamavano “The Corries”, un gruppo di musica folk scozzese nato nei prima anni sessanta ed esauritosi con la morte, per grave malattia a soli 54 anni, del suo fondatore: Roy Williamson. E’ proprio Roy, nato ed Edinburgo e giocatore di rugby con gli Edinburgh Wanderers,  che scrisse nel 1965 “Flower of Scotland” portandola in giro con il suo gruppo.  La canzone, che ha un testo fortemente anti-inglese, ricorda la vittoriosa battaglia di  Bannockburn del 1314 quando l’esercito scozzese guidato da Robert Bruce (chi si ricorda di questo personaggio nel film cult Bravehearth?) inflisse una sconfitta pesantissima all’esercito inglese di Re Edoardo che, come recita il testo, “venne rispedito a casa a pensare ai suoi errori”. Roy Williamson scrisse molte canzoni tutt’ora di grandissimo successo che raccontano la storia di Scozia ed in particolare il suo levarsi contro l’oppressore inglese, se teniamo conto che stiamo parlando di musica del novecento ci rendiamo conto quanto il tema sia tutt’ora molto sentito nel mondo scozzese.

Oltre a “Flower of Scotland” ha sempre avuto un suo riconoscimento “tradizionale” come inno scozzese anche “Scotland the Brave” , una bellissima marcia per cornamuse la cui emozionante melodia richiama forse molto di più i paesaggi di Scozia e fa rabbrividire da sempre scozzesi e turisti che si ritrovano ogni anno alle tradizionali ed affascinanti rappresentazioni edimburghesi del Edinburgh Military Tattoo.

Che sia però “Flower of Scotland” l’inno che sta nel cuore degli scozzesi lo ha sancito anche un sondaggio on-line promosso dalla Royal Scottish National Orchestra nel 2006 per aiutare il Parlamento scozzese a decidere su questo tema. La canzone di Roy Williamson ottenne il 41% dei voti, il 29% andò a “Scotland the Brave” ed un significativo 16% a “Highland Cathedral” altro bellissimo pezzo per cornamuse che rientra già nella musica tradizionale scozzese anche se composto solo nel 1982.

Avanti allora “Flower of Scotland”, sarà ancora una emozione immensa, chi c’è stato lo sa, sentirla risuonare, dolcissima e allo stesso imponente,  cantata dai cinquantamila del Murrayfield Stadium.


CARIPARMA

In occasione del Torneo 6 Nazioni, il Gruppo Cariparma Crédit Agricole, main sponsor della FIR – Federazione Italiana Rugby, lancia un concorso a premi su Facebook. In palio, oltre a biglietti per assistere alle partite Italia vs Francia e Italia vs Galles, anche la possibilità per 15 appassionati della palla ovale di cantare l’Inno di Mameli al fianco degli Azzurri, prima del fischio d’inizio. Per partecipare al concorso “Canta l’Inno con la Nazionale” è sufficiente essere fan della pagina Rugby Cariparma Crédit Agricole e accedere alla app creata appositamente per il contest. Si tratterà di creare la propria squadra virtuale di rugby, invitando 14 amici. Con una estrazione verranno selezionati i 30 fortunati che saranno ospiti alle partite degli Azzurri contro Francia e/o Galles e che avranno l’onore di intonare l’Inno con la Nazionale.