nm104

Rovigo ha costruito il suo grande fiasco a Cardiff, ne ha prese talmente tante che i gallesi hanno perso il conto, ne ha prese talmente tante che qualcuno magari in Italia, stupido che più stupido non si può, sorrideva pure, ne ha prese talmente tante da entrare negli annali e, soprattutto, nei taccuini dei media britannici che adesso hanno una riga in più da scrivere sul rugby italiano, malevola of course.

Sessantasette o centoquattro, sono numeri, sono simboli dello stesso malore di cui si è detto e ridetto e del quale non ci si stanca di ripetere ed ha pienamente ragione il Presidente del Rovigo Zambelli quando dice:” Questo risultato mi spinge più che altro a una profonda riflessione sul fatto che sia giusto o meno partecipare a una coppa del genere senza essere adeguatamente supportati dalla Federazione:”

Centoquattro è un record di cui infatti si fregia, dopo il team di Rovigo, la Federazione Italiana Rugby, è una medaglia che il Gavazzi, volente o nolente, si porta in giro per l’Europa, insieme ai sessantasette, ai disastri parmigiani ed ai Campioni d’Italia sconfitti al barrage da una squadra rumena. Solo per quest’ultima il vertice federale, quello dell’uno per cento, ha tuonato veramente, ringrazi invece quelli di Bucharest che hanno risparmiato ai suoi calvini di mettersi in corsa per scippare il record dei centoquattro ai rodigini.

Una squadra che partecipa al massimo Campionato Nazionale più bistrattato d’Europa, l’Eccellenza della FIR,  non può andare in questa nuova Challenge Cup. Infatti,  mentre la nuova EPCR si impegnava, riuscendoci, ad alzarne il livello noi abbiamo presentato team ancora meno competitivi del passato ottenendo solo un risultato: quello di falsare la competizione europea.

Hanno infatti purtroppo ragione i nostri denigratori continentali quando sostengono che le squadre che si trovano nel proprio girone il team italiano hanno un girone più facile, meno duro, sono assolutamente facilitate rispetto a chi si contende la Pool con irlandesi, inglesi, francesi e via così. La conclusione di questo ragionamento è che le italiane di Eccellenza vengano prima o poi escluse da tutte le Coppe Europee, ovvero l’uscita dal grande rugby europeo di club delle italiane, fase già avviata con questa nuova formula EPCR.

Nel frattempo che maturano queste nespole amare la FIR, invece di pensare a come alzare il livello dei club di Eccellenza, ha chiesto la Terza Coppa con rumeni, georgiani e, pensate un po’, con olandesi e tedeschi!!! Meno male che, a proposito di livello basso, EPCR le ha sbattuto la porta in faccia e FIR si è dovuta accontentare di un barrage con portoghesi, spagnoli e russi, ovvero di male in peggio.

Quest’ultimo barrage si è poi giocato questo fine settimana. Mogliano ha visto negli occhi i portoghesi del Lisbona ed è la dichiarazione stampa resa da Galon a fine match, vinto senza problemi dai trevigiani, che rende perfettamente l’idea non solo della sua partita ma di tutto quello che si è scritto fino ad ora. Ha detto Galon:”Il difetto di queste partite è abituarsi al livello basso”.  Appunto.

 .