GPRO12 10

Le cose vanno male, vanno peggio di quando andavano male. E’ un peccato e c’è solo da dispiacersene ma la cosa ora sta andando davvero sotto ogni previsione.

Le Zebre in verità per Newport ci sono partite un po’ da favorite ed invece hanno rimediato la solita sconfitta da ultima della classe, perchè anche se è vero che la franchigia federale ha giocato lunghi tratti del match alla pari con i gallesi è anche vero che la solita indisciplina (Mauro Bergamasco e Leonardo Sarto con cartellino giallo), l’incapacità di promuoversi coralmente negli ultimi dieci metri metri, oltre a qualche errore sui fondamentali, che agli avversari certamente non fanno, ha decretato per quelli di Parma la debacle. La differenza fra le Zebre di ieri e quelle di oggi è sempre nulla, la squadra di Cavinato mantiene uno standard tecnico e comportamentale omogeneo, con alcune  variabili, mai determinanti, che si presentano positive ad ogni match. Una volta è la mischia, l’altra la mediana, l’altra i trequarti, alla fine però lo standard è rispettato. Non è uno standard vincente e l’impressione che non lo debba essere è apparso anche in questo turno di campionato. Buon per i Dragons che sono poca cosa ma basta anche così.

La Benetton Treviso affonda nel buio più cupo, il risultato dice tutto e forse anche qualcosa di più. Bisognerà vedere se quel qualcosa in più alla Ghirada avranno voglia di leggerlo e, sinceramente, non pare sia così. Quello che si vede in campo è il nulla, le giustificazioni si smontano da sole, in verità non c’è proprio squadra ed anche la pantomima della panchina corta fa fatica a reggere. Non c’è qualità in campo e, guardando certi ribaltamenti avversari, pare che anche la condizione atletica non sia assolutamente sufficiente. Veda Umberto Casellato se non sia il caso di parlare davvero chiaro a tutti, proprio a tutti, diversamente la cosa non si risolverà da sola, il piano tecnico piange come non si era mai visto. Il punto di arrivo di questa Benetton dopo i famosi tre mesi, abbondantemente trascorsi, che Zatta aveva dato al suo club per vedere i risultati portano ad Edinburgo. Adesso Zatta decida se si sente in grado di mettere davvero le cose a posto o dovrà/vorrà rimanere legato e dando assoluta e totale priorità ai due tre legacci federali che lo tengono così  in silenzio, legacci però ben pagati, diversi milioni all’anno.

Un appunto ad Umberto Casellato che si lamentava pochi giorni fa sulla stampa di non avere un pubblico abbastanza fedele allo stadio, si lamentava del fatto che troppi hanno mollato sugli spalti di Monigo in questa stagione e ne faceva una colpa al pubblico stesso. Fra campionato e coppa la sua squadra ha giocato quattordici match e ne ha pareggiato uno, ha incassato una media di 35 punti a partita per farne 11, ha realizzato complessivamente 17 mete e ne ha subite 64. Nonostante il pessimo livello di gioco visto in campo il tutto è stato a lungo giustificato dalla stampa la quale non ha fatto mancare titoli positivi anche nelle peggiori occasioni. I risultati tecnici e sportivi sono però evidenti e la gente è al suo quinto anno di Pro12. Il pubblico va allo stadio per vedere buon rugby.

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