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Una fase di gioco di San Donà vs Fiamme Oro dello scorso fine settimana

Due gesti oggettivamente diversi, sia nelle dimensioni che nella continuità durante il corso della partita, gesti di giocatori contro il pubblico, due momenti comunque non belli quelli che ci hanno propinato Nicola Benetti, fortissimo mediano delle Fiamme Oro e l’argentino due volte Campione d’Italia Augustin Cavalieri del Rugby Calvisano.

Cominciamo a raccontare cancellando ogni vocazione moralistica, regolette etiche o voglia di far predicozzi ai ragazzotti di cui sopra, nessun intento censorio e tanto meno manca qui la consapevolezza che queste sono cose già viste, non parlarne però è davvero stupido quasi come certi gesti.

Nicola Benetti a San Donà domenica ha fatto una super partita. Mentre muove la palla in maniera agevole, cambia fronte, gestisce il ritmo con calci di spostamento precisi, gli avversari barcollano, visibilmente, la situazione per i padroni di casa è tutt’altro che fluida e poi c’è quel piede di quel Benetti ! Dal pubblico l’apprensione si trasforma forse in un po’ di umana invidia, parte qualche pizzicotto a quel precisino del Benetti, cose semplici, San Donà è una piazza davvero sana….. ma “quello li non sbaglia niente”. Verso il cinquantesimo il Benetti schiaccia pure il pallone in meta, bellissima davvero, è in quel lasso di tempo, tornando verso la sua metà campo che fa un primo gesto verso la tribuna avversaria, scherno? Reazione? Provocazione? Qualunque cosa sia è poca cosa ma basta ed avanza, il pubblico trova motivo di contrasto, è una partita a due, una parte non sta in campo però e quella che ci sta ha sbagliato di più. Il gesto del Benetti è uno e finisce li,  la competizione con la tribuna dura più o meno sommessamente fino alla fine del match, quelli del Piave però alla fine daranno proprio a lui il titolo di “Man of the match”. Lezione di stile. Nicola Benetti è un grande campione, lo sanno tutti, adesso è il momento che Nicola si chieda se lo sa anche lui.

Augustin Cavalieri si è fatto sei anni a Padova, alla corte del Petrarca, ci ha vinto uno scudetto. Augustin è alla sua seconda stagione al Calvisano, lo scorso anno ha vinto con Calvisano il suo secondo scudetto; lui ha due foto-ricordo importanti in giro, una con Capitan Bezzati nella Club House petrarchina ed una con Paul Griffen in quella calvina. Domenica si è giocato la sua partita a Padova con il suo Calvisano, non è riuscito ad incidere, non era la sua giornata, non ha impaurito e nessuno lo ha beccato, ci ha pensato lui. Lo ha fatto verso il pubblico, nel secondo tempo, girandosi e parlandoci dal campo, urlando provocatoriamente, chiaro, si è scatenato un piccolo putiferio, per i santi a Padova hanno fatto una Basilica, alla partita, per fortuna, ci vanno anche i tifosi e gli appassionati. Cavalieri dal campo confeziona una sua personale inspiegabile battaglia contro il suo ex-pubblico; poi arriva l’ottantesimo, Calvisano vince nel modo rocambolesco che sappiamo, dopo un primo sussulto forte di gioia i giocatori calvini si placano, sanno cosa è accaduto, solo Cavalieri impazzisce, si rivolge verso il pubblico petrarchino e lancia il suo provocatorio urlo, il pubblico lo sommerge, a Cavalieri arriva vicino un suo compagno di squadra che gioisce un attimo ma è evidente che punta a riportare l’argentino alla calma, un gesto bello, verso il pubblico ma anche verso Augustin. Cavalieri ha dato il peggio di se, ha sicuramente vinto una partita ma speriamo non gli basti. Augustin ha fatto sei anni al Petrarca, dovrebbe ricordarsi che l’unica partita che conta è quella della vita, è una delle regolette recitate da Memo Geremia, una di quelle cose che ai padovani in nero piace portarsi in giro. Vale più di due scudetti.