springbok

Grandi capacità tecniche, gioco corale, panchina lunga anzi lunghissima, potremmo andare avanti ancora molto elencando le caratteristiche positive del Sudafrica di oggi, sul piano tecnico poi non basterebbe un calamaio intero.

I Boks però, quelli che l’Italia affronta il prossimo sabato a Padova, arrivano da due test match non del tutto positivi, la sconfitta con l’Irlanda (29 – 15) ed una vittoria un po’ presa un po’ per i capelli (31 -28), con una Inghilterra assolutamente sperimentale, cose che fanno comunque pensare.

Il Sudafrica dei Test Match è mai come quest’anno in assetto variabile: esprime il solito gioco aggressivo ma lo fa a folate nel corso dell’incontro, a secondo di come si mette la partita alza o abbassa l’acceleratore, si affida spesso all’esperienza di quelli che la sanno più lunga chiamando i vari Victor Matfield, Jean de Villiers e Schalk Burger a metterci la pezza, punta molto sulla devastante capacità della sua mischia, gioca sempre più spesso sul filo del regolamento. Tutta qualità, non c’è dubbio.

I Test fino ad oggi hanno confermato che la prima linea Jannie du Plessis, Bismarck du Plessis, Tendai Mtawarira, con l’alternativa Adriaan Strauss al tallonaggio, è la vera garanzia di questi Springboks,  quelli dell’unduetre risolvono più problemi fuori che non dentro l’ordinata, sanno chiudere e fare metri, mettono in sicurezza la palla.

Altra piacevolissima conferma dei due match fin qui disputati dai sudafricani si chiama Brian Habana che già nelle precedenti puntate di “Rugby Championship” aveva messo in mostra doti decisamente profonde di escavatore sui punti di incontri e placcatore-killer, l’aria d’Europa fa bene al numero undici sudafricano.

Last but not least è il terribile Eben Etzebeth che torna a Padova dopo averci giocato nel 2011 in IRB JWC , il mondiale Under 20, classe ’91, oltre due metri di altezza, fa il paio con Matfield in seconda linea, insomma: un furore.

Il Sudafrica alla fine gioca in maniera molto classica per il sud del mondo, poche divagazioni sul tema della potenza, molta velocità in tutti i reparti, mischia che vince e mediana che… convince abbastanza.

Dove va questo Sudafrica? Non va di moda dirlo ma paiono più convincenti questi Boks  “in assetto variabile” che gli All Blacks di oggi, i sudafricani sono meno meccanici, meno votati a giocare sul talento personale e danno l’impressione di avere ancora ampi margini di crescita.

Per loro c’è un anno di tempo, perchè la loro testa è rivolta solo ai prossimi Mondiali, questo si sa, per noi italiani invece è una questione di margine, Brunel ha eroso qualcosa in questi anni ai potenti sudafricani? Staremo a vedere.

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