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Cronaca di un match andato male, ma di mezzo c’è l’amore, per la squadra, per la storia di quei colori, di mezzo c’è la delusione per un’altra sconfitta ed allora dalla tastiera esce un film diverso, quasi una vittoria, anzi, meglio di una vittoria. Accade allora che le regole del rugby volano via e, come diceva quella canzone: è l’amore che conta. E’ accaduto anche qui, su queste pagine, si sa come funziona, questa volta però il fatto è tutto Grosso, un amore esagerato. Allora usiamo di questo “amore esagerato” per farci su un rispettoso lacchezzo, un sorriso esagerato ed una riflessione seria ma non seriosa. Speriamo il celebre Ennio Grosso la prenda sportivamente, in fondo si parla d’amore!

Ennio Grosso da Treviso è una firma del rugby veneto, sul Gazzettino del 1 novembre ha chiosato con l’amore esagerato di cui sopra il commento alla sconfitta della Benetton contro Glasgow e così gli zero punti con cui i biancoverdi sono tornati dalla Scozia sono diventati il simbolo di una riscossa insperata.

Scrive Grosso: “Nei minuti di recupero Treviso ha perso il punto di bonus che avrebbe senz’altro meritato..” lo avrebbe meritato? cosa aveva fatto ? “in virtù del fatto che ha giocato 25′ in inferiorità numerica (giallo a Campagnaro, rosso ad Anae per un pugno a 15′ dalla fine). ” Azz che meriti! Prendersi un giallo e farsi buttare fuori con un rosso compromettendo il match e lasciando in quattordici i tuoi compagni cosa si merita? E poi cosa è accaduto? Ci racconta allora sul Gazzettino “Il Benetton è uscito a testa alta dallo Scotstoun di Glasgow e per la seconda volta consecutiva ha impedito  all’avversario di conquistare il bonus offensivo…” il progresso sarebbe che gli avversari hanno fatto un punto in meno! Ho capito, però si gioca per farli i punti, ma allora vediamo, quale è stato il vero progresso del team italiano? “non andando mai oltre un divario di 8 punti“. Peccato che il bonus sia a 7 non a 8, l’obiettivo è arrivare, se proprio si perde,  a 7 punti dall’avversario non 8, altrimenti non c’è merito, questo è il rugby.

Sicuramente il giornalista del Gazzettino ha cercato il meglio, ha voluto fortissimamente parlare del il famoso bicchiere mezzo pieno ma, bisogna dirlo, al di là ed al di sopra della goliardata di voler scrivere di questo “amore esageratamente Grosso”, c’è da dire che questo modo di interpretare il rugby è cosa nuova a Treviso. Non piace raccontarlo ma questo articolo esageratamente innamorato è un sintomo non per forza positivo.

Quella biancoverde è una piazza abituata a vincere, negli ultimi quattro anni ha sofferto ma ha avuto la leadership nazionale e si è tolta qualche soddisfazione che nessun altro in Italia. Treviso è una piazza che, come tutte quelle del Veneto, anche di più delle altre, non ammette si realizzi un progetto per perdere bene oggi ma solo un piano per vincere domani; Treviso è una zona di rugbisti ed appassionati ovali dal palato fine ed è un peccato quindi cercare di assimilarla ai principi delle “sconfitte onorevoli”, dello sconfittismo giustificato, voler abituare una piazza così a perdere con dignità, perchè non conterebbe vincere ma conterebbe solo “l’onore”, è un danno al rugby in generale. A Treviso si è sempre giocato per vincere non per allevare i giocatori della Nazionale (che poi venivano di conseguenza).

Insomma, parlandoci chiaro, dispiacerebbe accadesse a Monigo quello che accade ai match degli Azzurri dove tutti entrano allo stadio convinti di perdere e spesso per vedere giocare gli avversari. Non è roba da Treviso. Almeno credo, amore a parte.

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