tm 2014

“Certo che li ho presi i biglietti per la partita, vuoi che mi perda Habana? ma gioca vero Bryan Habana? quello che corre contro i gattopardi? e il biondo? de Villiers? e quello grosso, quello li che sta davanti ? “tauanina” ecco lui! e chi se li perde?”. Quando rispondono così si può essere “abbastanza” felici, avresti preferito ti parlasse di Castrogiovanni ed il fatto che il tipo non sappia che quello “grosso” si chiami Tendai Mtawarira è assolutamente secondario, anche lui ci viene alla partita, fa la coda per i biglietti. Punto.

Devo prendere i biglietti, ha detto mio moroso che è davvero tutto molto bello, ci si diverte tanto a poi alla fine c’è la musica e si sta insieme. Poi lui mi spiega le regole, gioca in campionato, in categoria nazionale, in Serie C mi pare.Benvenuta signorina, il rugby sia con lei.

Io li prendo anche per mio nipotino che gioca anche lui con i piccoli, che si è preso la maglietta di quelli tutti neri perchè credeva ci fossero loro ma gli ho detto che ci sono quelli del Sudafrica ed allora ha detto che tifa per l’Italia“.

Parisse è bellissimo“. E’ anche bravo a giocare a rugby signora!

Fare la coda per i biglietti dei Test Match è un mestiere che qualche autorevole giornalista o scrittore altolocato del mondo ovale dovrebbe fare più spesso, aiuta a distendere i nervi ma soprattutto rende chiaro lo spaccato di una partita di un novembre qualsiasi, di uno stadio che sarà pieno e sarà una festa bellissima per tutti.

Sugli spalti il “sostegno” azzurro si mischierà con l’ammirazione a tratti smodata per i divi, gli avversari, che tanto si sa che l’Italia perde ma la logica del “dai Gazzella fammi vedere un gioco impossibile, uno che altrimenti quando mai mi ricapita” è forse il vero leit motiv di tanta festa. Poi c’è chi spera di vincerla quella partita: la palla è ovale.

La coda si allarga quando la biglietteria Ticket One si inceppa, poi c’è il fatto è che una persona può comprare solo sei biglietti ed allora ecco quello che telefona a casa alla moglie per farsi dare il suo codice fiscale che la data di nascita se la ricorda ma i biglietti da comprare sono nove e tre deve intestarli a lei. Telefona uno e subito telefonano altri due.

Vorrei un posto centrale” ” Mi dispiace sono esauriti” “Come esauriti, ma manca più di un mese alla partita !!”. Non vale ripromettersi che “la prossima volta vengo due mesi prima” perchè quando mai ci potrà essere una prossima volta così?

C’è un rugby che piace tantissimo, certo è spesso “quello degli altri” ma fa fare la coda al botteghino, ti porta allo stadio anche a tifare “Italia”, fa fare amicizia e magari fa sorridere tuo figlio. Quindi per oggi non parliamo di Brunel e del capitano, della Nazionale Azzurra mezza straniera o della vocazione alle sconfitte onorevoli, della Federazione incartata su se stessa o delle franchigie con l’acqua alla gola,  oggi scompare tutto. Basta fare la coda a prendere i biglietti per rilassarsi un po’, perchè il problema del rugby a volte sono proprio i rugbisti. Per non parlare di quelli che il rugby lo commentano.

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